Consiglio di Stato, nomine aziende sanitarie col metodo Pajno

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Consiglio di Stato: nomine nelle  aziende sanitarie col “metodo Pajno”

Consiglio di Stato, Nomine aziende sanitarie col metodo Pajno

                             Sandro Pajno Presidente del Consiglio di Stato

Rigorosa tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione, garantire l’adeguatezza dei tempi dei processi, una giustizia più moderna, efficiente e vicina alle esigenze della società: la svolta impressa dal nuovo Presidente, Sandro Pajno, per rilanciare  ulteriormente l’essenziale ruolo di garanzia e di terzietà costituzionale  del Consiglio di Stato, era stata già evidenziata nel discorso di insediamento del 16 febbraio a Palazzo Spada.

Oltre alla riorganizzazione interna il  “metodo Pajno” traspare anche dai pareri del Consiglio.

Per evidenziare come la giustizia amministrativa  debba essere intesa come servizio e non come potere,  la Commissione Speciale del Consiglio di Stato  nel parere emesso sul decreto delegato in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche,  ha infatti stabilito che la designazione dei vertici delle Aziende Sanitarie Locali deve avvenire secondo criteri di meritocrazia, pur nella riaffermata natura fiduciaria della nomina, ma mai ispirata a ragioni di convenienza politica.

Consiglio di Stato, Nomine aziende sanitarie col metodo Pajno

Nello specifico, la Commissione speciale dà indicazioni su come rafforzare i principi di trasparenza e imparzialità nelle procedure di nomina, di verifica e di eventuale revoca dei direttori generali, nonché  in quelle selettive delle altre figure dirigenziali (direttore amministrativo, direttore sanitario, direttore dei servizi socio-sanitari) previste dalla legislazione sanitaria nazionale e regionale.

 Imparzialità e omogeneità di valutazione possono essere garantiti attraverso un procedimento bifasico, sottolinea il Consiglio di Stato.

Serve innanzitutto la creazione, da parte di un’apposita Commissione, di un elenco nazionale di idonei cui viene attributo un punteggio da 75 a 100.  E, in una seconda fase, una selezione su base regionale in cui la Commissione propone al Presidente della Giunta Regionale una terna di nomi.

L’ammissione all’elenco dei direttori generali – altro passaggio chiave del parere – potrà  essere aperta anche a manager sanitari privati con alte capacità  imprenditoriali ed un elevato bagaglio tecnico di professionalità.

Si rimarca, quindi, la natura meritocratica e fiduciaria delle nomine, l’inammissibilità di scelte dettate da influenze politiche, così come la possibilità di revoca dei direttori generali solo in base al giusto procedimento e finalizzata ad evitare ogni forma, anche surrettizia, di spoils system.

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