Dopo #Marino già iniziato: Gabrielli o un sindaco donna

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Dopo #Marino già iniziato Gabrielli o un sindaco donna

Roma biennio zero. Due anni difficili da rimuovere. Un labirinto di illegalità, corruttela, impicci, storture, contenziosi, sofferenze, situazioni limite.

Un labirinto ereditato, ulteriormente aggrovigliato o semplicemente non rilevato, nel quale sembra essersi  letteralmente perduto Ignazio Marino.

Un groviglio che consente esclusivamente una via d’uscita, alla quale tuttavia l’infinita e cinica sottigliezza della politica lascia scegliere fra due definizioni: dimissioni o commissariamento.

Dopo #Marino già iniziato Gabrielli o un sindaco donna

Una svolta, due exit strategy. La nobile scelta del passo indietro per consentire alla Capitale la catarsi della purificazione e del perdono del Giubileo, oppure la scelta obbligata dello scioglimento dell’amministrazione capitolina per “impraticabilità del campo”. Impraticabilità strutturale, burocratica e amministrativa prima ancora che politica e giudiziaria.

Tra Palazzo Chigi, Viminale e  Ministero dell’Economia e delle Finanze, considerati l’ipotenusa e i cateti del triangolo romano delle Bermude dove i candidati spiccano il volo oppure si inabissano, le ipotesi operative sono tre in una:

  • bagnomaria del Sindaco fino a settembre,
  • dimissioni seguite da incarico internazionale
  • commissariamento affidato, se possibile fino al 2017, al Prefetto Franco Gabrielli.
FRANCO GABRIELLI COMMISSARIO COMUNE DI ROMA
FRANCO GABRIELLI

La soluzione Gabrielli consentirebbe di candidare lo stesso Commissario al Campidoglio e di liberare così la strategica casella della prossima nomina del Capo della Polizia, che alla fine del giugno 2016, dopo l’andata in pensione del Prefetto Alessandro Pansa, era stata promessa a Gabrielli.

Un incastro di nomine e candidature che potrebbe rappresentare la quadratura del cerchio.

L’addio ormai pressoché scontato di Marino ha  già messo in moto un inarrestabile totonomine nell’ambito di Pd, centrodestra e Cinque Stelle.

Nazareno e big del partito (Gentiloni, Franceschini,Bettini, Orfini e Veltroni) sono pronti a proporre un poker di candidate, Bianca Berlinguer, Lorenza Bonaccorsi, Michela Di Biase e Marianna Madia,

e due jolly: Alfonso Sabella e Roberto Morassut.

ALFONSO SABELLA
ALFONSO SABELLA

Un asso nella manica, Alfio Marchini, e  un poker di candidate anche per il centrodestra unito: Mara Carfagna,  Giorgia Meloni, Annagrazia Calabria, Romana Liuzzo.

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ALFIO MARCHINI

Oppure, se Salvini e Berlusconi non raggiungessero l’accordo, la Meloni potrebbe candidarsi per Lega e Fratelli d’Italia.

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GIORGIA MELONI

Più elaborata, e tutta affidata al popolo del web, la candidatura della lista M5S data per favorita dai sondaggi. In pole Allessandro Di Battista, Marcello De Vito, e l’ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi.

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ROBERTA LOMBARDI

Gabrielli e  Marchini a parte, i bookmaker puntano però soprattutto su un sindaco donna, perché – come ripeteva Margaret Thatcher – “In politica quando vuoi che qualcosa venga detto chiedilo ad un uomo, ma se vuoi la certezza che le cose vengano fatte affidati ad una donna

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