Elezioni Roma: decisivo il voto contro

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Elezioni Roma: decisivo il voto contro

Miraggio ballottaggio. Dalle condizioni meterologiche, agli autogol, agli endorsement in extremis: mai come in queste Elezioni di Roma l’esito del voto per i  principali candidati è stato così incerto e può essere deciso da fattori imponderabili. Tanto che tutti gli istituti demoscopici stanno tentando di analizzare le oscillazioni nell’ambito delle forchette, cioè delle differenze di due, tre punti, fra i rilevamenti minimi e massimi dei sondaggi.

Un lavoro da microchirurgia delle intenzioni di voto, affidato ad algoritmi che “frullano” i dati di  milioni di cittadini selezionati per status sociale, anagrafico, professionale, familiare, residenziale, tenore di vita, acquisti e, soprattutto, impatto e frequentazioni social.

Una impercettibile ma profondissima Tac metropolitana, affinata con interviste telefoniche , domande volanti e contatti porta a porta.

Il tutto per constatare che in particolare fra Virginia Raggi, Roberto Giachetti e Giorgia Meloni l’ “incollatura” é davvero minima, inferiore alle oscillazioni delle forchette dei sondaggi.

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Determinanti potrebbero essere a questo punto:

1°) I consensi di Stefano Fassina, tutti voti drenati tanto al candidato del Pd quanto alla Raggi.

2°) L’anti voto, cioè il voto contro il Governo Renzi che scommette su Giachetti, o il voto contro Berlusconi che  scommette su Marchini

3°) L’astensionismo di partito, che può  penalizzare il Pd.

4°) L’endorsement di chi non vuole straperdere e gettare al vento l’ultima chance di ricucire il centrodestra.

Perché, come ripete lo scrittore americano Robert Byrne, “ la democrazia ti permette di votare per il candidato che ti dispiace di meno

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