Fisco, banche e investimenti

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FISCO  BANCHE   &   INVESTIMENTI
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Le speranze della Fed

La Federal  Reserve  USA punta sulle prospettive della ripresa del lavoro.  Mentre l’economia recupera terreno la Fed ha lasciato invariati i tassi d’interesse americani, prossimi allo zero. Il nodo della normalizzazione della politica monetaria, col rialzo del costo del denaro, sarà sciolto dalla Banca centrale americana nel vertice del 16 e 17 settembre. Probabile tuttavia, se permarranno le incognite internazionali  riguardanti l’avvitamento del mercato cinese e le incertezze dell’eurozona, un ulteriore rinvio del rialzo dei  tassi.

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Più energia all’Ansaldo

La General Elettric ha sottoscritto un preaccordo con l’Ansaldo Energia per la cessione delle turbine a gas di nuova generazione  del gruppo francese Alstom. L’operazione ha un valore di 500 milioni e consentirà all’Ansaldo Energia di raddoppiare in 5 anni il fatturato (1,3 miliardi nel 2014) e di portare la quota di mercato dal 7 al 10 %.

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C’è posta per le privatizzazioni

Via libera di Bankitalia all’autorizzazione del regolamento di BancoPosta, in pratica uno degli ultimi tasselli per avviarne la privatizzazione. Assieme alle Poste verranno privatizzate le Ferrovie dello Stato e l’Enav. La conferma arriva direttamente dal Ministro dell’Economia Padoan, che ha anche fornito le quote che saranno cedute ai privati: il 40% delle Poste, il  49% di Enav e circa il 40% delle Fs.

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Vendite in arrivo

Rush finale  per Grandi Stazioni Ferroviarie, società partecipata al 60% dalle Ferrovie e al 40% da Eurostazioni.  Il Cda ha giudicato congrua l’offerta della Pricewaterhouse  Coopers. Le trattative dovrebbero concludersi entro fine anno.

Anatocismo condannato

Dure sentenze contro le banche. ‘No agli interessi sugli interessi’. Condannati nove istituti in tribunali diversi per anatocismo. La difesa dell’Abi: E’ un divieto che esiste solo in Italia

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Split payment quanto mi costi

La scissione dei pagamenti, split payment, sta creando non pochi problemi agli operatori economici perché  li sovraespone nella scomoda, e rischiosa, situazione di costanti  creditori Iva.

Al momento, lo split payment  è applicabile esclusivamente alle operazioni in cui la controparte è un ente pubblico. Secondo il nuovo meccanismo, il fornitore emette la fattura, per l’importo convenuto, maggiorato dell’imposta dovuta (calcolata applicando l’aliquota IVA alla base imponibile). Ma riceve dall’acquirente il solo importo della base imponibile e non dell’imposta. Quest’ultima, invece, sarà  versata all’Erario direttamente dall’acquirente, determinando di fatto una scissione del pagamento degli importi risultanti dalla fattura.  E’ un metodo antievasione  che consente di “mettere in sicurezza” il versamento dell’IVA all’Erario.

La differenza  tra l’IVA che dovrebbe essere riscossa  e quella effettivamente riscossa (il cd “VAT gap”) ammonta in Italia al 33% dell’imposta dovuta. La media europea, in termini percentuali, è  invece del  16% circa, dunque quasi la metà. Ma a causa dei tempi bibblici per il pagamento delle fatture, gli effetti sono  oltremodo pesanti per i fornitori della PA. Tanto che, anche se lontana,  appare liberatoria la data del 31 dicembre 2017 che segnerà la fine della deroga ottenuta dall’Italia per l’applicazione  dello split payment  come provvedimento temporaneo  non estendibile oltre la fine del 2017.

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