La guerra del Campidoglio. Il PD cala l’asso D’Alema

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Campidoglio. Il PD cala l'asso D'Alema Al Nazareno il presepe avrebbe portato consiglio. Per Roma, ripetono in gran segreto al vertice del Pd, è indispensabile un Sindaco istituzionale, di grande esperienza amministrativa e internazionale.

Un Sindaco con i baffi, di lotta e di governo.

E chi meglio di Massimo D’Alema

Campidoglio. Il PD cala l'asso D'Alema

Retorica o meno, la domanda  secondo i think tank della segreteria risolverebbe tre enormi problemi:

  • ricompatterebbe  minoranza e maggioranza Pd
  • recupererebbe Sel
  • spingerebbe a votare gli elettori storici di matrice comunista

Del resto il count down per il Campidoglio segna 152 giorni, ma alla politica capitolina rimangono ancora poche settimane per individuare i candidati  sindaco di Roma.

Per i partiti è un momentaccio. Sentono sul collo il morso dell’antipolitica alimentata dalle loro stesse, gravi, incapacità amministrative e dal vortice mafia-corruzione-tangenti degli ultimi decenni.

Senza D’Alema, ed eventualmente senza la carta di riserva rappresentata da Francesco Rutelli,  il Pd dilaniato dalle faide interne ha infatti grosse difficoltà a presentare un candidato unitario in grado di arrivare almeno al ballottaggio con i Cinque Stelle, dati largamente favoriti da tutti i sondaggi. Tanto che al Nazareno la collezione di secchi no si  arricchisce ogni giorno di un nome illustre: Gabrielli, Cantone, Malagò ….

Ma non dovevamo vederci più?

A complicare ulteriormente la bagarre all’interno del Partito democratico ci si mette anche l’ex  Sindaco Ignazio Marino  che, serafico, nonostante il “disastro” ancora caldo lasciato in Campidoglio, sta per annunciare la partecipazione alle primarie e,  in ogni caso, alle  elezioni di giugno.

IGNAZIO MARINO
IGNAZIO MARINO

Anche se velleitaria quella del Sindaco dimissionato rappresenterebbe pur sempre una candidatura non solo imbarazzante, ma soprattutto in grado di catalizzare voti e togliere consensi all’area Pd-Sel .

ALFIO MARCHINI CANDIDATO SINDACO DI BERLUSCONI

Ma anche le altre forze  politiche brancolano ancora nel buio. Nel centro destra Forza Italia e Lega alternano amore e astio per Alfio Marchini, da mesi lanciatosi autonomamente, e lautamente, in campagna elettorale. Berlusconi e Salvini indugiano sul filo della bruciatura fra Marchini e Giorgia Meloni.

Dopo #Marino già iniziato Gabrielli o un sindaco donna romana liuzzo
GIORGIA MELONI

Consapevole di avere il vento in poppa il Movimento 5 Stelle interroga invece la rete in attesa di capire chi e come conviene meglio presentare: il decisionista Alessandro Di Battista, che però punterebbe ad un eventuale incarico in un ipotetico Governo Grillo-Casaleggio, il collaudato  Marcello De Vito, ex candidato M5S a Roma, oppure  la 38enne avvocatessa e consigliere comunale Virginia Raggi, ribattezzata per l’avvenenza  l’anti Boschi de noantri….

VIRGINIA RAGGI
VIRGINIA RAGGI
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