HomeRisvoltiIl cataclisma politico ungherese spazza via Orban ed il sovranismo europeo

Il cataclisma politico ungherese spazza via Orban ed il sovranismo europeo

In Europa é cambiato il vento. In Ungheria ha vinto la speranza sull’odio e l’Inno alla Gioia di Beethoven ha cancellato il lugubre requiem sovranista.

La schiacciante vittoria di Peter Magyar sul filo putiniano e ultra trumpiano Viktor Orban rappresenta la conferma che per i sovranisti europei é tramontata l’epoca dell’ondata reazionaria e che dopo le battute d’arresto di Parigi e la valanga di No referendari in Italia, i principi democratici sono tornati a fare battere i cuori dei cittadini.

Dopo 15 anni di regime post fascista in salsa ungherese, la sconfitta di Orban é a dir poco mortificante. Il partito dell’ormai ex opposizione, Tisza, ha infatti conquistato i due terzi del parlamento di Budapest  ed ha così i numeri per apportare modifiche alla costituzione ed abolire o invertire totalmente le pseudo riforme varate da Orban.

Il cataclisma politico ungherese spazza via Orban ed il sovranismo europeo
Péter Magyar e Vicktor Orban

Almeno 138 su 199 i seggi assegnati a Tisza, e solo 54 quelli ottenuti dal partito dell’ex Premier mentre 7 sono andati all’estrema destra. Come per il referendum costituzionale italiano, il  fattore decisivo per questo risultato é stata l’affluenza record che per le elezioni ungheresi ha sfiorato l’80%.

Anche se prevista abbondantemente dai sondaggi l’uscita di scena di Viktor Orban risulta tanto clamorosa quanto brutale anche alla luce dei tentativi di sostenerlo compiuti platealmente dai  numerosi alleati internazionali dell’ex premier, in particolare Putin, Trump, Marine Le Pen, Netanyahu ed il vice Premier italiano Matteo Salvini, prodigatisi in endorsement e aiuti sottobanco in suo aiuto.

Clamoroso, oltre che indecoroso, l’ultimo sostegno in ordine di tempo é stato quello del vicepresidente degli Stati Uniti J D Vance precipitatosi a Budapest alla vigilia del voto.

“Il risultato delle elezioni é chiaro e doloroso.” Ha ammesso mestamente Orban che ha annunciato di essersi congratulato con il vincitore, quel Péter Magyar che fino a pochi anni addietro é stato l’ ex braccio destro del Premier sconfitto.

Avvocato conservatore, 45 anni, dopo una lunga militanza nel partito governativo, lo ha abbandonato in seguito ad uno scandalo politico che coinvolgeva diversi membri del governo.

Con il suo carisma, Magyar si é rivolto agli ungheresi parlando loro della “corruzione” del sistema, dell’economia stagnante e dei servizi inefficienti: messaggi che hanno fatto breccia nell’elettorato ungherese tradizionalmente conservatore, ma che hanno attratto anche consensi dai giovani preoccupati della deriva sempre più autoritaria che il paese stava prendendo.

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Péter Magyar

La vittoria di Magyar era fortemente auspicata dall’Unione Europea. Pur essendo improbabile una completa inversione di rotta politica, viste le analoghe posizioni nazionaliste, Bruxelles si aspetta da Magyar un atteggiamento più conciliante con l’Unione Europea e, rispetto ai continui veti di Orban, in netto contrasto con le politiche di fiancheggiamento ostruzionistico a favore di Putin dell’ex premier magiaro.

Un prima possibile apertura di Magyar potrebbe essere lo sblocco del fondo europeo da 90 miliardi a sostegno dell’Ucraina. “Stasera in Ungheria il cuore dell’Europa batte più forte”, ha affermato non a caso la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen.

L’ottimismo é incoraggiato dalle prime dichiarazioni di Magyar che prefigurano un netto cambio di politica rispetto a Bruxelles. “L’Ungheria sarà di nuovo un alleato forte nella Ue e nella Nato” ha esordito  infatti il vincitore delle elezioni , rivolto alla folla in delirio dei suoi sostenitori nella piazza di Budapest. Folla che ha significativamente ritmato il motto  “Ruszkik, haza”, ovvero “russi, andate a casa”, lo slogan della rivolta ungherese del 1956, soffocata nel sangue dai carri armati sovietici.

“Con questo voto gli ungheresi hanno detto sì all’Europa” – ha aggiunto Magyar – “ Domani inizia il processo di “guarigione” del Paese”. Il futuro Premier ha diffidato  Viktor Orbán a non intraprendere alcuna azione da qui alla fine del suo mandato che possa ostacolare il lavoro del nuovo governo, e ha sottolineato testualmente che “i burattini del governo Orbán devono essere rimossi e che le istituzioni statali devono cambiare.”

Il cataclisma politico ungherese spazza via Orban ed il sovranismo europeo
Viktor Orban

Il riferimento tutt’altro che diplomatico riguarda il Presidente della Repubblica Ungherese, Tamas Sulyok, platealmente invitato da Péter Magyar a nominare il nuovo governo e poi a lasciare subito l’incarico, estendendo l’appello alle dimissioni anche ai vertici di diverse istituzioni, citando tra gli altri il Presidente della Corte costituzionale, il Presidente dell’Ufficio giudiziario nazionale, il presidente dell’Ufficio di revisione dei conti dello Stato, il Presidente dell’Autorità  garante della concorrenza (Gvh) ed il capo dell’Autorità per i media.

Magyar ha quindi annunciato che il nuovo esecutivo intende “ripristinare il sistema di controlli ed equilibri” e ha aggiunto che l’Ungheria aderirà alla Procura europea. Un cataclisma politico che seppellisce l’era Orban.

Parlamento unghesere
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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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