



La storia contemporanea in progress, attraverso l’attualizzazione della narrativa della Bibbia, consente ad Augusto Cavadi, filosofo, protagonista e convinto assertore della non violenza, di denunciare come in una sorta di proprietà commutativa, in “saecula saeculorum”, se si inverte l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Ovvero la violenza, da qualunque parte e con qualsivoglia giustificazione venga compiuta, provoca all’infinito altra violenza. Analisi che riporta allo scontro in corso da oltre un millennio in Palestina fra due concezioni religiose altrettanto fondamentaliste: da una parte l’ebraismo e dall’altra la sacralità araba preislamica prima e l’islamismo poi. Un conflitto che con le Crociate ha coinvolto per qualche secolo anche il cattolicesimo e che ora vede irriducibilmente contrapposti israeliani e palestinesi, discendenti di Davide e Golia, in un crescendo di odio e di alternanza di ruoli. Senza comprendere che la non violenza conduce all’etica spirituale ed umana più alta, che é l’obiettivo di tutta l’evoluzione. O no?