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Davide e Golia dalla Bibbia alla tragedia di Gaza ma a parti inverse

Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta storie di vita e vicende vissute

Le riflessioni di Mirella: attenzione a chi evitare

by Augusto Cavadi

Un bullo muscoloso di un metro e ottanta entra nel giardino di una casa e strappa la merendina dalle mani di un bambino gracile che la sta assaporando tranquillo su una panchina del parco.

Nessuno ha insegnato al bambino come reagire – fermamente, ma senza violenza – ai soprusi: così egli afferra la prima pietra che trova a portata di mano, la scaglia verso il bullo di novanta chili e lo ferisce ad un occhio.

L’energumeno allora inizia a picchiare selvaggiamente il bambino, lo vede sanguinare anche: ma non si ferma. Lo vuole morto. Anzi, vuole uccidere anche il padre, la madre, i fratelli del bambino. E’ davvero accecato dall’ira, molto più che dalla pietra.

Se passo in quel momento urlo al bestione di fermarsi, ma non mi ascolta; chiedo disperatamente ai vigili urbani poco distanti d’intervenire, ma (paura? Interessi economici? altro?) non muovono un dito.Davide e Golia dalla Bibbia alla tragedia di Gaza ma a parti inverse

Che faccio?

Se ho una pistola, sparo all’energumeno (se sono davvero un discepolo della nonviolenza cercherò di sparargli come fosse mio fratello impazzito, dunque mirando alle braccia o alle gambe, non direttamente al cuore, con odio).

Ma se sono senza pistola, se é lui armato sino ai denti, se anzi già circondato da altri criminali della sua banda, che faccio?

Continuo a urlare di fermarsi aggiungendo parolacce, offese, minacce (inutili) e ricordandogli che é stato lui a cominciare strappando la merenda al bambino?

Oppure (dal momento che a me serve prima di tutto bloccarlo, impedirgli di uccidere il bambino) provo a intervenire come parte terza?

Nel mio cuore so che c’è una sproporzione fra una ferita all’occhio e un assassinio, ma se voglio avere una minima possibilità di successo non ha senso esordire con un “Ehi, energumeno criminale! La vuoi smettere di picchiare a morte un bambino solo perché ha reagito con violenza a un tuo iniziale atto di prepotenza?”.

Piuttosto gli dirò: “Capisco che avere un occhio sanguinante é doloroso. Forse al tuo posto perderei anch’io la ragione, l’equilibrio, il senso delle proporzioni. Ma ti invito a riflettere se così reagendo non stai adottando la logica violenta a cui supponi di opporti. A riflettere che stai mortificando la tua umanità: che agli occhi del mondo stai infliggendo a te e alla tua banda di complici uno stigma che nessun oblio storico cancellerà. Che i compagnetti del bambino, e i loro familiari, cresceranno nell’odio verso di te e verso i tuoi, cercando ogni occasione di vendetta. Fermati. Rompi questo circolo diabolico. Fa’ che possiamo accompagnare te e il bambino in ospedale, curare le vostre ferite fisiche e lenire la rabbia psichica. Come ha scritto una grande donna, “tra uccidere ed essere uccisi c’é sempre una terza via: vivere” (Virginia Woolf).Davide e Golia dalla Bibbia alla tragedia di Gaza ma a parti inverse

Sarò convincente? Forse no, ma forse sì. O almeno potrò essere convincente con i membri della banda criminale che spalleggia la vendetta dell’energumeno.

Se volete, rileggete la favoletta sostituendo a “bullo muscoloso” l’attuale governo israeliano e quella parte di popolo che lo supporta; al bambino gracile il popolo palestinese a sua volta ostaggio dei terroristi islamici di hamas, ed ai “complici del bullo” l’amministrazione Trump e tutti gli Stati del mondo che continuano a finanziare e sostenere in vari modi l’attuale governo israeliano.Davide e Golia dalla Bibbia alla tragedia di Gaza ma a parti inverse

maggiemusic@gmail.comLa storia contemporanea in progress, attraverso l’attualizzazione della narrativa della Bibbia, consente ad Augusto Cavadi, filosofo, protagonista e convinto assertore della non violenza, di denunciare come in una sorta di proprietà commutativa, in “saecula saeculorum”, se si inverte l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Ovvero la violenza, da qualunque parte e con qualsivoglia giustificazione venga compiuta, provoca all’infinito altra violenza. Analisi che riporta allo scontro in corso da oltre un millennio in Palestina fra due concezioni religiose altrettanto fondamentaliste: da una parte l’ebraismo e dall’altra la sacralità araba preislamica prima e l’islamismo poi. Un conflitto che con le Crociate ha coinvolto per qualche secolo anche il cattolicesimo e che ora vede irriducibilmente contrapposti israeliani e palestinesi, discendenti di Davide e Golia, in un crescendo di odio e di alternanza di ruoli. Senza comprendere che la non violenza conduce all’etica spirituale ed umana più alta, che é l’obiettivo di tutta l’evoluzione. O no? 

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Augusto Cavadi
Giornalista pubblicista, Filosofo. Fondatore della Scuola di formazione etico-politica Giovanni Falcone di Palermo
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