Ancora un secco no dal Csm per Michele Emiliano consulente alla Regione Puglia.
La terza commissione del Consiglio Superiore ha nuovamente rigettato la richiesta d’aspettativa dell’ex governatore. Ma ad Emiliano resta ancora un’altra opzione: quella della proposta di un incarico come consulente della commissione parlamentare di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro.

Il Csm ha chiesto al Presidente della commissione parlamentare precisazioni sulle motivazioni che richiedono la consulenza di Emiliano e dovrà poi avere l’assenso dell’interessato. Anche questa ennesima proposta dovrà essere vagliata dalla terza Commissione di Palazzo Bachelet e, se vi dovesse essere il disco verde, passare poi al Plenum.
Alla vigilia della decisione del Csm, definita “l’attesa che i potenti decidano”, Emiliano ha presentato il romanzo giallo che ha scritto, “l’Alba di San Nicola“ , nel quale – sostiene – racconta quello che la politica non riesce a dire, ed ha rilasciato un’intervista a tutto campo e oltre, per così dire, a Telenorba.
“Se il Partito Democratico decidesse di candidarmi alle politiche 2027 sarei felice” – ha esordito per poi aggiungere – “ Mi rendo conto però che se qualcuno mi chiedesse di fare il deputato farebbe una cosa intelligente perché ho una certa esperienza e capacità di vedere il mondo col giusto distacco.”
“Dopo il Presidente Decaro anche il Partito Democratico ha chiesto alla Commissione parlamentare sugli incidenti sul lavoro di inserirmi come consulente – ha dichiarato a Telenorba l’ex Presidente della regione Puglia – ma se io dovessi proprio scegliere, non vedrei l’ora di rimettermi la toga, di andare a fare il pubblico ministero in una Procura. Ma temo che la piccola Procura dove rischio di andare sarebbe un pò perseguitata dai giornalisti di tutta Italia che non vedrebbero l’ora di farmi una fotografia con la toga addosso.”
La legge attuale – ha spiegato Emiliano – impedisce ai magistrati che hanno fatto politica di rientrare negli uffici giudiziari, “ma a me questa legge non si applica essendo andato in aspettativa prima. Per rispetto nei confronti della magistratura sto cercando – ha precisato – di evitare di rientrare in servizio proprio per evitare questo vulnus. Dopodiché, se però mi costringono a rientrare, io sarò felicissimo perché chi nasce magistrato muore magistrato”.
Infine, rispondendo alla domanda se la sindaca di Genova, Silvia Salis, abbia le carte in regola per essere candidata Premier del centrosinistra, Michele Emiliano ha detto: “Credo di no, é appena diventata sindaco, deve farlo bene, non ha nessuna storia politica e per noi non ha nessuna connessione con tutto il mondo progressista che da tanti anni conduce una politica importante. È una figura – ha concluso l’ex governatore – interessante per il futuro, non per il presente.”
Un presente, pare di capire, che Emiliano considera essere occupato in gran parte da sé stesso.

