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Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell’Anm

Si surriscalda il dibattito all’interno della magistratura in vista delle elezioni dei 20 componenti togati del nuovo Csm, che si svolgeranno il 25 e 26 ottobre.

“Con la vittoria del No al referendum costituzionale sulla giustizia, le correnti della magistratura hanno ancora una volta vinto, anzi stravinto e su questo fronte non c’è stato nessun cambiamento all’interno del Consiglio superiore della magistratura.” È quanto scrive il Giudice del Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, componente del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, in un intervento pubblicato sul mensile Dimensione Informazione.Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell'Anm

Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell'Anm
Andrea Reale

Secondo Reale, la vittoria del “No” al referendum e la successiva assemblea generale dell’Anm dello scorso maggio avevano fatto sperare nell’avvio di una stagione di riforme interne. “L’assemblea generale dei soci dell’ANM – scrive – è riuscita ad illudere tutti gli associati che, dopo l’esito del referendum, avrebbe avuto inizio il tanto agognato cambiamento e l’autoriforma del Csm ,quelli che tutti, gruppi associativi compresi, auspicavano a parole”. Il magistrato ricorda che nella mozione approvata dall’assemblea si affermava la necessità di “proseguire nel percorso intrapreso valutando la possibilità di introdurre nel Codice Etico dell’ANM forme più incisive di incompatibilità tra impegno associativo e candidatura al Csm “.

Una scelta che, osserva, avrebbe dovuto segnare una netta discontinuità rispetto alle pratiche del passato. “Era il modo per dimostrare all’esterno e all’interno – prosegue Reale – che finalmente, dopo sei anni dallo scandalo che ha denudato il re, si sarebbe intrapreso il percorso che avrebbe evitato ‘carriere parallele’ e ‘uomini e donne di paglia’, con un netto divario tra carriera associativa e ruolo dentro il partito-corrente rispetto all’incarico istituzionale presso un organo di garanzia”.

Per il magistrato, le prossime elezioni del Csm avrebbero dovuto rappresentare il banco di prova di questa svolta. “E invece? Nulla di tutto ciò, neanche di quello che, dopo tante mediazioni, risulta scritto e approvato dall’assemblea generale ANM”.

Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell'Anm
Assemblea Generale Anm

Reale sostiene infatti che “i gruppi tradizionali hanno scelto i loro candidati, con meccanismi ben sperimentati, anche nella forma mascherata di ‘primarie’ o in base ad una designazione democratica e di un percorso condiviso all’interno delle assemblee distrettuali”.

Secondo il componente del Cdc dell’Anm, le candidature riflettono ancora la logica delle appartenenze associative: “Ci sono segretari di corrente o esponenti di spicco di un gruppo, ex presidenti ANM, ex componenti di organismi esecutivi o deliberativi associativi, ex membri o membri in carica di altri organismi di autogoverno della magistratura, alcuni con precedenti durature militanze fuori ruolo, sempre per conto e in nome del gruppo di riferimento”.

Il giudizio è netto: “Non vorrei sbagliare, ma tra i nomi dei candidati presentati dalle correnti non ne ho ancora visto uno che possa definirsi una novità o un outsider. Neanche uno”. Anche i candidati apparentemente indipendenti, aggiungono, sarebbero “chiaramente identificabili per vicinanza personale o ideale a ben precisi ambienti culturali”.

Reale attribuisce inoltre un ruolo decisivo all’attuale legge elettorale del Csm, che a suo avviso “avvantaggia le correnti più forti e ha favorito, invece che debellare, il bipolarismo temperato all’interno del Csm”, riducendo ulteriormente le possibilità di successo dei candidati realmente indipendenti.Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell'Anm

Particolarmente severo il passaggio dedicato ai magistrati più giovani: “La cosa che più stupisce è l’assenza di volti giovani o di novità, anche diversamente giovani, dopo tutto l’impegno che migliaia di colleghi millennials si sono profusi nell’impegno referendario. Loro sono i primi ad essere stati traditi dalle correnti e presto se ne accorgeranno. Nessuna delle loro speranze di potrà realizzarsi, se queste resteranno le candidature delle correnti in vista delle prossime elezioni”.

Nelle conclusioni dell’intervento, il magistrato sostiene che la vittoria del “No” al referendum sia stata interpretata “dalle oligarchie interne dei magistrati come trionfo del conservatorismo” e denuncia quella che definisce “una Restaurazione preoccupante”, capace di “tradire le aspettative dei più giovani magistrati senza appartenenze, oltre che di svariati milioni di italiani”.

Da qui l’appello finale: “Proprio coloro che hanno combattuto per il NO, credendo in un ideale di rinnovamento e di autocritica, dovrebbero essere i primi a ribellarsi a questo stato di cose. Non credo, però, che ne abbiano la forza e la voglia”.

Reale è stato eletto nel direttivo dell’Anm come rappresentante del gruppo ArticoloCentouno che per le elezioni di ottobre si dichiara vicino al metodo di selezione per sorteggio dei candidati del Comitato AltraProposta.Csm: il Giudice Andrea Reale attacca le correnti dell'Anm

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