Editoria in eruzione su tutti i fronti, dai quotidiani alla Tv, con colpi di scena a raffica: prima le dimissioni dell’editorialista antimafia Lirio Abbate da Repubblica, meno di 12 ore dopo Mario Orfeo lascia la Direzione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, poi comprato da John Elkan dai fratelli De Benedetti e infine rivenduto dall’erede dell’Avvocato Agnelli all’editore greco Theo Kiriakou
Passano pochi minuti ed il gruppo QnMedia, che fa capo a Leonardo Maria Del Vecchio annuncia che Orfeo da settembre affiancherà come responsabile editoriale l’editore nella gestione dei quotidiani Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidianio Nazionale.

E come se non bastasse, Pier Silvio Berlusconi, Presidente e amministratore delegato del gruppo Mfe-MediaForEurope, nel corso della presentazione dei palinstesti Mediaset dichiara che non intende portare via nessun altro nome dalla Rai, a cominciare dal Direttore del Tg1: “ Chiocci ? – ha precisato Pier Silvio Berlusoni – non porto via nessuno, potremmo fare peggio. Ma sui nomi non rispondo “.
Una battura nata dalla domanda se, dopo l’arrivo di Milo Infante a Mediaset, intendesse pescare in Rai anche il direttore del Tg5.
Dulcis in fundo, nel pomeriggio viene ufficializzata la nomina di Lirio Abbate a vice Direttore de Il Giornale. A partire da settembre ricoprirà il ruolo di coordinatore con delega al pool dedicato alle inchieste, investigative e giudiziarie, del quotidiano fondato da Indro Montanelli ed ora diretto da Tommaso Cerno.
Una giornata convulsa, con colpi di scena a raffica, voci e indiscrezioni, come quelle che si riferiscono alle presunte intenzioni del neo editore di largo Fochetti, Kiriakou, di affidare a Enrico Mentana il network televisivo che sta rilanciando in Italia con i canali acquisiti assieme a Repubblica.

Scenari da rivoluzione mediatica. Mario Orfeo evidentemente stava trattando da giorni con l’editore Leonardo Maria Del Vecchio per dare una precisa fisionomia editoriale al suo gruppo QnMedia. A scanso di equivoci Del Vecchio ha tuttavia specificato che mantiene saldamente alla Direzione responsabile dei giornali Agnese Pini.

Il curriculum del 60enne Mario Orfeo é tanto enciclopedico e prestigioso che é molto più facile e sbrigativo elencare gli incarichi che non ha ancora ricoperto.
Direttore di Repubblica dal 2024, ed in precedenza Direttore del Messaggero e del Mattino, Orfeo é l’unico giornalista nella storia della Rai ad aver diretto i tre principali telegiornali della tv di stato: Tg1, Tg2, Tg3. Rai della quale é stato anche Direttore Generale.
Assumerà l’incarico a QnMedia il 9 settembre per ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire dal nuovo QN, in arrivo il prossimo autunno, che “evolverà – sostiene un comunicato del gruppo editoriale – in una testata di opinione di fascia alta, autorevole, capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo”.

Come sempre Orfeo ha giocato d’anticipo e non si é lasciato logorare, secondo quanto trapela dalla redazione del quotidiano, dall’Editore greco che stava guardandosi attorno alla ricerca di un profilo All news cui affidare il network televisivo che vorrebbe sviluppare attorno a Repubblica.
Un progetto già attuato da Eugenio Scalfari con il canale televisivo gestito dai giornalisti della testata, ma poi abbandonato per i crescenti costi, la mancanza di investimenti e, soprattutto, la tradizionale visione dell’informazione incentrata sulla carta stampata del fondatore.
Le ragioni alla base delle repentine dimissioni da Repubblica, illustrate dallo stesso Direttore nel corso dell’assemblea di redazione, riguarderebbero i tagli al budget e un piano di prepensionamenti all’orizzonte. Orfeo, inoltre, ha annunciato che resterà al suo posto come dimissionario fino alla nomina del successore.
Più che l’etere, la domanda che rimbalza da tutte le tastiere, i cellulari e gli ufficii di corrispondenza di Repubblica é infatti chi lo sostituirà e guiderà il quotidiano nella difficile transizione.








