Estate ed inizio autunno di serrata campagna elettorale per le toghe candidate alle consultazioni del 25 e 26 ottobre per l’elezione dei 20 nuovi componenti togati della 17esima Consiliatura del Csm.
Il Consiglio nazionale di Magistratura democratica ha approvato il programma elettorale e annunciato le seguenti candidature:
Magistratura di legittimità:
Giovanni Nardecchia
Magistratura giudicante: Angelo Mambriani, Pier Paolo Lanni, Glauco Zaccardi, Monica Amirante, Daniele Cappuccio

Pubblici ministeri: Fabio Regolo e Roberta Amadeo.
Md sottolinea nel documento approvato dal Consiglio nazionale come “nel corso della campagna referendaria, tutta la magistratura associata si sia spesa per proteggere l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario da un progetto di riforma costituzionale che l’avrebbe messo fortemente in discussione. Tutta la magistratura si è impegnata in quella direzione, rivendicando la necessità di proteggere la fisionomia dell’organo che è chiamato ad assolvere a questo alto compito istituzionale”.

In particolare, secondo la componente delle toghe che si definiscono progressiste “é necessario un Consiglio Superiore della magistratura che – con azione trasparente – contrasti l’idea di carrierismo; che promuova l’idea di una giurisdizione efficiente, ma attenta alla qualità delle decisioni, soprattutto di quelle che proteggono i senza potere; che promuova l’idea di una magistratura cui é estranea la dimensione della gerarchia e in cui ogni magistrato deve sentirsi titolare di una quota di responsabilità organizzativa; che abbia la forza istituzionale di proteggere l’autonomia della magistratura dalle – mai scomparse – tentazioni di condizionamenti esterni”.
Insieme ai candidati di Md Monica Amirante, Daniele Cappuccio e Glauco Zaccardi, le liste di Magistratura democratica accolgono magistrati non iscritti, come Giovanni Nardecchia, Angelo Mambriani, Pier Paolo Lanni, Roberta Amadeo, Fabio Regolo, che fanno riferimento al progetto “autogoverno diffuso”. 
Ultimate le primarie, sono state ufficializzate le liste di Area Democratica per la Giustizia:
Magistratura di legittimità : Egle Pilla
Collegio requirente 1 (Liguria Piemonte e Vda Lombardia Veneto TAA FVG Toscana Umbria Lazio e Cassazione): Eugenio Albamonte
Collegio requirente 2 (Emilia Romagna Abruzzo Marche Molise Puglia Basilicata Calabria Campania Sicilia e Sardegna): Gianluca De Leo
Collegio giudicante 1 (Piemonte VdA Lombardia FVG Veneto e TTA) : Roberto Arata
Collegio giudicante 2 (Liguria Toscana Lazio Cass Umbria: Chiara Gallo.
Collegio giudicante 3 (Sardegna Campania Emilia Romagna Abruzzo Molise e Marche) Cristina Ornano, Giuseppe Sepe e Antonella Rimondini.
Collegio giudicante 4 (Puglia Calabria Basilicata Sicilia): Ilaria Casu
Domani sera saranno rese note le candidature degli indipendenti, soltanto indipendenti, nient’altro che indipendenti del Comitato Altra Proposta, del quale é portavoce il Presidente di sezione penale del Tribunale di Crotone Edoardo D’Ambrosio.

Il comitato al quale aderiscono molte toghe non iscritte all’Associazione nazionale Magistrati, ha estratto a sorte tutti i candidati e prima di rendere note le liste ha acquisito il consenso e la condivisione del programma da parte dei sorteggiati.
Il portavoce Edoardo D’Ambrosio precisa tuttavia che ” il Comitato Altra Proposta non è un comitato elettorale, non ha un programma, ma ha il solo scopo di formare una lista di candidati individuati mediante il metodo del sorteggio, proprio per evitare qualsiasi collegamento con gruppi associativi di provenienza e di rappresentanza. Ciò perché” -specifica D’Ambrosio – “crediamo che il Csm non debba avere una funzione politica e rappresentativa degli orientamenti culturali dei magistrati, ma una funzione tecnica di garanzia di tutti i magistrati. Perciò i candidati sorteggiati non sono i candidati di Altra Proposta, né tantomeno, se saranno eletti, saranno i rappresentanti di Altra Proposta. Crediamo infatti che gli orientamenti culturali dei magistrati (intorno a cui gravita il maggior l’interesse dei giornali) possano e debbano esprimersi in ambito esclusivamente ASSOCIATIVO, ossia nell’ANM, ma non nel CSM (tanto che ancora la maggior parte dell’opinione pubblica non è in grado di distinguere i due acronimi), e che proprio questa confusione” – conclude D’Ambrosio – “sia generatrice della crisi di legittimazione morale e istituzionale della magistratura”.
Magistratura Indipendente avvia intanto un confronto sui temi destinati a segnare il rinnovo del Consiglio Superiore. È il filo conduttore dell’incontro promosso a MI presso la Sala Eligio Gualdoni del Palazzo di Giustizia di Milano, su “Valutazioni di professionalità, merito e algoritmi: il futuro del governo autonomo della Magistratura”. Interverranno Ernesta Occhiuto (candidata nel collegio giudicante), Stefano Buccini (collegio Pubblici Ministeri) e Salvatore Casciaro (collegio di legittimità).






