Ha suscitato clamore, e secondo le battute più maliziose qualche brindisi con Champagne, la ricandidatura al Csm di Cosimo Ferri, storico protagonista dell’Anm già Consigliere all’allora palazzo dei Marescialli, Sottosegretario alla Giustizia nei Governi Letta, Renzi e Gentiloni, nonché parlamentare del Pd.
Una ridiscesa in campo formalizzata con la presentazione della candidatura nel secondo Collegio giudicanti di merito.

Oltre a fare impennare le chat dei magistrati, in particolare quelle della lista degli indipendenti scelti per sorteggio del Comitato AltraProposta, la candidatura di Ferri accentuerà (eufemismo…) il confronto fra le correnti storiche del Csm già tacciate di presentare sempre i soliti esponenti di vertice e di blindare le candidature .
E c’é chi, nell’ambito del valzer del déjà vu, paventa la ripubblicazione del polverone editoriale riguardante il dopo cena della sera del 9 maggio 2019 all’hotel Champagne, con l’ex pm Luca Palamara, Luca Lotti e cinque consiglieri del Csm allora in carica. Riunione durante la quale si discuteva di nomine e carriere.


