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Economia russa colpita e affondata dai droni ucraini
Davide veste di blu e giallo e sta colpendo a morte il gigante Golia che sfoggia i colori bianco, blu e rosso della Russia. Nel cuore dell’Europa la storia si ripete, l’economia di Mosca é udarilsya i zatonul, come si dice in russo colpita e affondata dagli attacchi con droni a lungo raggio e missili da crociera sferrati da Kiev che stanno causando danni irreparabili ai settori strategici, dalle raffinerie ai terminali di esportazione fino ai grandi centri logistici dell’e-commerce.
La campagna offensiva dell’Ucraina sta colpendo strategicamente nei punti più vulnerabili le infrastrutture industriali e militari russe già sfiancate da quasi cinque anni di guerra senza sbocchi e con un ecatombe di perdite umane.
Il Cremlino sostiene che gli attacchi non incidono e non modificheranno gli obiettivi militari russi, ma secondo il quotidiano statunitense “Wall Street Journal”, i loro effetti iniziano ad essere avvertiti anche nella vita quotidiana dei cittadini russi.
L’effetto più rovinoso degli attacchi compiuti dai droni ucraini è quello della distruzione delle raffinerie di petrolio, che ha portato a carenze di carburante. Sugli smartphone dei moscoviti, spopola l’ app che segnala i distributori di benzina con carburante disponibile.
Gli attacchi hanno bloccato i rifornimenti di benzina, costringendo Mosca a importarla dall’India e a vietare le esportazioni di diesel. I prezzi sono aumentati del 19 per cento dall’inizio dell’anno, vanificando gli sforzi della banca centrale per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 4 per cento. Tra i settori dell’economia russa più colpiti dagli attacchi ucraini figura anche il commercio online ed ha provocato la brusca contrazione delle vendite per almeno 12 miliardi di dollari nei prossimi mesi.
Le conseguenze degli attacchi si estendono anche al sistema bancario e all’agricoltura. I danni ai 30 centri logistici di Wildberries e Ozon Wildberries alimentano i timori per la banca Vtb, principale finanziatore della società, e i cittadini russi hanno iniziato a ritirare più denaro dalle banche di quanto ne depositino.
Sul Mar Nero e sul Mar d’Azov, gli attacchi ucraini contro terminali e navi cargo hanno inoltre ridotto di oltre il 50 per cento le esportazioni russe di grano, al livello più basso dal 2010, creando un eccesso di offerta sul mercato interno e mettendo sotto pressione gli agricoltori. Anche l’aviazione civile é sempre più penalizzata. A causa delle frequenti incursioni dei droni di Kiev, solo ad agosto, gli aeroporti russi hanno registrato 993 chiusure, circa cinque volte più che nei sei mesi precedenti.
Difficile, se non impossibile, che continuando a subire questi colpi il Golia russo possa rialzarsi.