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Il voto del Papa contro Trump val più di una messa di scomunica

La scomunica mediatica non basta, per dire no a Trump è necessario votargli contro. E’ questa l’interpretazione, che secondo gli opinionisti, viene attribuita all’inedita scelta di votare per corrispondenza di Papa Leone XIV , il primo Pontefice della storia ad esercitare il diritto di voto partecipando personalmente ad una elezione politica.

Il voto del Papa contro Trump val più di una messa di scomunica
Papa Leone XIV e Donald Trump

La Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che il Papa, in quanto cittadino degli Stati Uniti ha inviato la propria scheda elettorale per posta a Chicago per esprimere il proprio voto alle elezioni di midterm che si terranno negli Usa il 3 novembre. Il Pontefice, precisa la Sala Stampa “ha esercitato il proprio diritto di voto come cittadino, ogni volta che ne ha avuto la possibilità”, anche negli anni trascorsi in Perù.

“Il Santo Padre esprime la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici”, ha aggiunto la Sala stampa vaticana.Il voto del Papa contro Trump val più di una messa di scomunica

Robert Francis Prevost é sovrano dello Stato Città del Vaticano, ma anche cittadino statunitense e peruviano che conserva il diritto di voto. Utilizzando l’iscrizione nelle liste dell’Illinois, il Papa americano ha chiesto una scheda elettorale per corrispondenza il 3 ottobre scorso, dieci giorni prima del suo ricovero per l’asportazione di un nodulo cancerogeno al polmone destro.

Nelle consultazioni di midterm, i cittadini dell’Illinois decideranno se eleggere il governatore democratico Jay Robert Pritzker per il suo terzo mandato e assegneranno un seggio vacante al Senato degli Stati Uniti dopo il ritiro del democratico cattolico Dick Durbin.

Prima dell’elezione a Papa, Prevost aveva in particolare già partecipato a diverse elezioni americane, comprese quelle presidenziali del 2012 e del 2024 . Secondo i registri della Commissione elettorale dello Stato dell’Illinois, dal 2000 Prevost ha votato in cinque elezioni primarie e richiesto per due volte schede democratiche e per tre volte schede repubblicane. Esercitare il diritto di voto non significa necessariamente violare il principio di neutralità diplomatica della Santa Sede.Il voto del Papa contro Trump val più di una messa di scomunica

Il teologo Vito Mancuso ha dichiarato all’Agenzia Dire che  considera la partecipazione di Leone al voto positiva, perché – ha spiegato –   “in questo caso il Papa non si esprime come Leone XIV, con un discorso pubblico o con una dichiarazione, non ci sono interferenze con le elezioni negli Stati Uniti, ma si esprime come il cittadino Robert Prevost”.

Mancuso ritiene il voto un “bell’esempio per tutti i cattolici perché mostra che la partecipazione alla vita pubblica é un dovere civico”. Ite Missa est… Il voto del Papa contro Trump val più di una messa di scomunica

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