Per il regime islamico degli ayatollah ogni notte può essere l’ultima, perché al calar del sole puntualmente da due settimane piazze e strade delle città iraniane si popolano di giovani e cittadini in rivolta che inneggiano alla libertà. 
“Il giorno ha occhi, la notte orecchie” dice un antico proverbio persiano, ma in Iran ogni notte é più cruciale della precedente e gronda del sangue e della disperazione delle migliaia di giovani e delle folle di shahravand, come si chiamano in farsi gli abitanti delle città, che si scagliano a mani nude contro i mitra dei Guardiani della Rivoluzione, gridando slogan vecchi e nuovi come “Libertà”, “Lunga vita allo Scià” “ Morte al dittatore” o “Khamanei sarà rovesciato”.
Almeno 217 morti, la maggior parte studenti, si conterebbero soltanto a Teheran negli ultimi scontri fra manifestanti, forze di polizia e i reparti dei Pasdaran.
Le manifestazioni, che ora coinvolgono tutte e 31 le province del Paese, sono iniziate come protesta contro il caro-vita legato al crollo della moneta, il rial, ma ben presto si sono ampliate fino a richiedere il rovesciamento del regime teocratico autoritario e repressivo che dal 1979 opprime l’Iran.
Ad ondate le manifestazioni di protesta illuminano di roghi e incendi la Capitale e le principali città, compresa Mashhad, importante luogo di pellegrinaggio religioso nella provincia del Razavi Khorasan.
Nonostante il blocco di Internet impedisca il coordinamento delle proteste e lo scambio tempestivo di informazioni , “Iran International”, emittente televisiva in lingua persiana con sede a Londra, considerata una delle principali fonti di informazione per l’opposizione, rilancia sui suoi canali i video che mostrano come le manifestazioni continuino ed anzi aumentino di intensità e partecipazione.
I filmati evidenziano come vengano incendiati veicoli delle forze di sicurezza, cartelli del regime e uffici pubblici.
Le autorità hanno ordinato nuovamente di sparare sui manifestanti per reprimere le proteste, ma profondamente diviso al proprio interno fra moderati e oltranzisti, il regime vacilla.



