Il sogno più bello? quello di amare ed essere riamati
Cuore & Batticuore
Rubrica settimanale di posta storie di vita e vicende vissute

by Letizia Cherubino*
Ci sono “bei” sogni che riportano in vita il passato.
Sono sogni densi di emozioni che si infilano nel sonno rendendo presente desideri ormai assopiti, persone mai dimenticate, complicità seppellite dal tempo.
Dopo questi sogni, capita di risvegliarsi con addosso impulsi contrastanti.
Tra questi il desiderio di contattare il coprotagonista di vita notturna per dirgli/le: “Ti ho sognato”. Punto. Senza aggiungere altro.
Sinonimo di “ti penso”, “ti ricordo”, “manchi”. Un semplice pretesto, magari, per risentirsi, per dedicarsi parole, per ricordarsi.
Roba da fare subito (prima che passi!) o da non fare mai. Dipende.
Però é bello incontrarsi nei sogni!
È il modo più poetico di non lasciarsi mai.
Quanti millenni ha l’umanità, all’incirca dai 200 ai 300 ? Ebbene, nonostante l’evoluzione fisica, psichica, culturale e tecnologica, nel genetliaco della più sfrenata intelligenza artificiale, i sogni mantengono tutta l’originaria pulsione ancestrale che nella notte dei tempi era considerata divinatoria e nei millenni successivi, via via rivelatrice di desideri inconsci, elaborazioni di emozioni, illusioni e pulsioni. Fino a quando l’avvento della psicologia non ha attribuito ai sogni, oltre alla onirica consapevolezza di se, anche la funzione di valvola di sfogo di conflitti irrisolti e la manifestazione di indizi in grado di consentire l’elaborazione e la liberazione da situazioni angosciose e oppressive. Ma il sogno dei sogni, quello di essere innamorati ed essere riamati, rimane tra i primi posti nella scala della felicità, come evidenzia la soavità epistolare della scrittrice Letizia Cherubino.
*Letizia Cherubino scrittrice autrice di numerosi romanzi e saggi di successo si definisce così:” Amo non mettere filtri a quello che l’anima mi suggerisce e adoro far nascere emozioni con le parole, far tremare i miei lettori, regalando loro ciò che spesso ci vergogniamo a esternare: la voce del cuore. Io sono solo un tramite e cerco di farlo senza risparmiarmi, senza giudizio e senza ipocrisia. Credo che sia un po’ questo il senso del mio scrivere. E se vi trovate qui…beh…