“Per l’Europa é un momento di vulnerabilità, ma anche di rivelazione; l’azione a 27 é inadeguata, serve un federalismo pragmatico. Gli europei vogliono che l’Ue agisca, i leader abbiano coraggio, dimostrino che si può ancora una volta trasformare la crisi nell’unione”.
Mario Draghi
Parla da leader rifondatore di un’Europa che non c’è, Mario Draghi, nel discorso ad Aquisgrana alla cerimonia di consegna del premio Carlo Magno che gli è stato assegnato. Ed il suo é un grido di dolore, di denuncia e di sprone per un continente politicamente alla deriva.
Se non si può dare più per scontato l’impegno difensivo degli Stati Uniti per la sicurezza dell’Europa, é indispensabile – dice – dotarsi di impegni vincolanti di mutua difesa, secondo lo stesso criterio della Nato. “Questo – ha affermato Draghi – non deve indebolire la relazione transatlantica o la Nato. Al contrario, porrebbe entrambe su basi più solide. Un’Europa in grado di difendersi rappresenterebbe anzi un alleato più prezioso. E una partnership fondata sulla forza reciproca sarà sempre più proficua di una fondata sulla dipendenza asimmetrica”.
Friedrich Merz
Kyriakos Mitsotakis
Un intervento quello di Draghi destinato ad incidere per l’integrazione europea, come evidenziano le parole del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, che riferendosi anche alla presenza ad Aquisgrana del premier greco, Kyriakos Mitsotakis, ha affermato : “Un greco e un tedesco che si chinano a un italiano: questa é la premessa del successo europeo” . Merz ha poi aggiunto: “Le recenti conclusioni del Consiglio europeo a marzo riflettono esattamente lo spirito delle raccomandazioni di Mario Draghi “, sottolineando la continuità tra analisi e decisioni politiche a livello europeo.
Ma il tempo stringe, occorrono investimenti e decisioni operative, ha sollecitato l’ex Premier italiano e Presidente della Bce.
Assieme alla difesa, il gap tecnonogico é la più importate debolezza dell’Euroma, “ma la Cina – ha sottolineato Draghi – non é un’alternativa valida e soprattutto affidabile, rispetto all’ occidente euroatlantico.”