HomeMafia SecretsOnoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni

by Luigi Patronaggio *

Si apre domani, nel trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, il consueto rito del cordoglio istituzionale, non di rado segnato da ipocrisia e formalismo, che alcuni hanno efficacemente definito “industria del cordoglio popolare” e altri “celebrazione dei sepolcri imbiancati, belli all’esterno ma pieni, all’interno, di ossa di morti e di ogni putridume”.

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni
Giovanni Falcone

Questo mio incipit, volutamente netto, nasce dal persistente uso strumentale che da troppo tempo si fa dei “santini di Giovanni e Paolo”, evocati di volta in volta secondo le convenienze delle diverse fazioni in campo.

È noto a tutti come il pensiero di Giovanni Falcone sulla necessaria specializzazione del pubblico ministero nel nuovo rito accusatorio sia stato piegato alle esigenze dei fautori del “sì” nel referendum sulla giustizia, così come, non di rado, il metodo e le analisi del Nostro siano stati richiamati in modo improprio, al pari del suo alto profilo politico-istituzionale.

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni
Falcone con Paolo Borsellino

Ma ciò che, in tempi recenti, desta maggiore sconcerto é la rimessa in discussione del movente delle stragi del 1992 e del 1993, laddove é stato accertato in sede giudiziaria, con sentenze irrevocabili e in termini inequivoci, che i due eroi dell’antimafia furono uccisi in quanto artefici delle definitive condanne pronunciate all’esito del maxiprocesso e, quanto a Borsellino, anche perché ritenuto, dopo la morte di Falcone, il più pericoloso nemico di cosa nostra.

Talune ben orientate aree politiche intendono invece sostenere che i moventi delle stragi del 1992 siano stati altri e, in particolare, che vi fossero concorrenti ragioni riconducibili agli interessi imprenditoriali di cosa nostra, ritenuta in affari con gruppi finanziari e imprenditoriali del Nord Italia operanti in Sicilia.

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni
Francesca Morvillo e Giovanni Falcone

Ora, fermo restando che la mafia non ha mai trascurato alcun rapporto idoneo a procurarle denaro o alleanze con i poteri forti, e che proprio in questa sua capacità di divenire sistema risiede una parte essenziale della sua forza criminale, occorre domandarsi perché ci si ostini a guardare soltanto al versante degli interessi imprenditoriali, senza considerare anche le alleanze oscure e potenti che l’organizzazione mafiosa ha intrecciato nel corso degli anni Novanta.

Giova allora ricordare l’interesse investigativo di Falcone per la vicenda Gladio, per la loggia Scontrino di Trapani, per la strage di Alcamo Marina, la sua attenzione alle “menti raffinatissime” dopo l’attentato dell’Addaura, il contrasto con il procuratore Giammanco, nonché le sue incisive indagini sulla Democrazia cristiana siciliana e nazionale, da Salvo Lima ai cugini Salvo.

E che dire, poi, delle voci artatamente diffuse secondo cui il fallito attentato dell’Addaura sarebbe stato una messinscena, quando è stato giudizialmente accertato che esse provenivano anche da autorevoli ambienti istituzionali?

Né può omettersi che uno dei primi magistrati ad aver pubblicamente evocato il nome di Silvio Berlusconi, di Marcello Dell’Utri e di Vittorio Mangano lo “stalliere di Arcore” in relazione a illeciti affari finanziari ed imprenditoriali fu proprio Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 21 maggio 1992, 48 ore prima della strage di Capaci.

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni
Paolo Borsellino

Così come sempre Paolo Borsellino nel discorso tenuto nella biblioteca di Casa Professa in Palermo il 25.6.1992, parlando della strage di Capaci, ha affermato  “non so se si è trattato di mafia e soltanto di mafia, ma di mafia si è trattato comunque, e l’organizzazione mafiosa ha preparato ed attuato l’attentato del 23 maggio … quando Giovanni Falcone era ormai a un passo dal diventare il Direttore Nazionale Antimafia… “  , legando strettamente il movente della strage di Capaci al convergere di interessi mafiosi con interessi “altri” che potremmo suppore essere di tipo eversivo-istituzionale. Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni

Parimenti, la scomparsa dell’agenda rossa di Borsellino appare difficilmente spiegabile se non alla luce del coinvolgimento di apparati deviati dello Stato, come sembrano persino documentare alcune immagini circolate dopo la strage.

Del resto, gli unici depistaggi sinora giudizialmente accertati in relazione alle stragi risultano ancora una volta riconducibili a settori deviati delle istituzioni statali.

Senza dimenticare che le stragi del 1993, a Milano e Firenze, nonché il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma, appaiono inequivocabilmente riconducibili a un movente di natura politico-terroristica, del tutto estraneo a indagini su imprenditori di secondo livello operanti in Sicilia, peraltro tempestivamente perseguiti da quella Procura diretta da Giancarlo Caselli, passato nel volgere di poche stagioni, insieme ad altri suoi autorevolissimi collaboratori, da eroe nazionale a teste inattendibile.Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni

Mi auguro, pertanto, che la commemorazione dei due eroi dell’antimafia avvenga nel segno della memoria autentica del contributo da essi offerto alla lotta contro la mafia, sul piano delle indagini, del metodo e dell’analisi, senza ridurli a icone da celebrare ipocritamente secondo la convenienza dell’uno o dell’altro officiante.

Onoriamo la memoria autentica di Giovanni Falcone senza ipocrisie e strumentalizzazioni*Luigi Patronaggio, Magistrato. Per decenni in prima linea nella lotta contro cosa nostra come giudice istruttore a Trapani, poi come componente del pool antimafia della Procura di Palermo e successivamente da Procuratore della Repubblica ad Agrigento. Attualmente Procuratore Generale a Cagliari.

Facebook Comments
RELATED ARTICLES

AUTORI

Augusto Cavadi
104 POSTS0 COMMENTS
Vincenzo Bajardi
85 POSTS0 COMMENTS
Antonino Cangemi
36 POSTS0 COMMENTS
Adriana Piancastelli
35 POSTS0 COMMENTS
Maggie S. Lorelli
33 POSTS0 COMMENTS
Dino Petralia
25 POSTS0 COMMENTS
Valeria D'Onofrio
24 POSTS0 COMMENTS
Antonio Borgia
21 POSTS0 COMMENTS
Piero Melati
14 POSTS0 COMMENTS
Letizia Tomasino
8 POSTS0 COMMENTS
Rosanna Badalamenti
8 POSTS0 COMMENTS
Beatrice Agnello
5 POSTS0 COMMENTS
Pino Casale
3 POSTS0 COMMENTS
Luisa Borgia
3 POSTS0 COMMENTS
Italo Giannola
1 POSTS0 COMMENTS
Francesca Biancacci
1 POSTS0 COMMENTS
Arduino Paniccia
0 POSTS0 COMMENTS
Michela Mercuri
0 POSTS0 COMMENTS