Le forze armate ucraine hanno sospeso gli attacchi contro le raffinerie russe dopo le crescenti pressioni, definite ricattatorie, da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che hanno fatto temere a Kiev l’interruzione del vitale sostegno Usa.
Secondo fonti militari citate dal quotidiano Wall Street Journal, l’interruzione degli attacchi contro le raffinerie potrebbe estendersi ben oltre le elezioni americane di metà mandato del 3 novembre.
Il governo ucraino non ha annunciato formalmente la sospensione. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che le forze armate hanno adottato un atteggiamento più prudente, ma non hanno ricevuto ordini di interrompere gli attacchi.
La decisione é maturata dopo una fase di forte tensione dei rapporti fra Washington e Kiev. In sostanza un aut aut. Il 20 ottobre, durante un incontro a Oslo, l’inviato statunitense Jared Kushner, genero di Trump, ha chiesto perentoriamente a Zelensky di sospendere gli attacchi per 30 giorni, sostenendo che una simile iniziativa avrebbe dimostrato gratitudine per gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti.
Kelensky e Jared Kushner
Anche gli alleati europei avrebbero consigliato al presidente ucraino di tenere conto della sensibilità politica dei prezzi dell’energia negli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine. Trump ha attribuito all’Ucraina e ai suoi attacchi contro gli impianti di raffinazione russi parte della responsabilita’ per il rincaro dei carburanti, mentre le preoccupazioni degli esperti del settore energetico sono legate soprattutto alla guerra tra Stati Uniti e Iran.
Il “Wall Street Journal” sottolinea come l’ultimatum Usa é coinciso con la sospensione del servizio satellitare Starlink, gestito da SpaceX, utilizzato dalle forze armate ucraine. Sospensione che ha compromesso la difesa e operazioni di controattacco dell’Ucraina per arginare gli incessanti, brutali, bombardamenti di Mosca.
L’ultima incursione di Kiev contro un’infrastruttura petrolifera russa risale al 20 ottobre, quando é stata colpita una stazione di pompaggio dell’oleodotto Druzhba nella regione di Tambov. Nei giorni precedenti erano stati presi di mira impianti petroliferi a San Pietroburgo, una raffineria nella regione di Rjazan e un grande impianto di trattamento del gas a Surgut, in Siberia. Il bombardamento delle raffinerie mira ad azzerare le entrate petrolifere con cui Mosca finanzia il proprio sforzo bellico.
All’interruzione degli attacchi alle raffinerie russe non corrisponde affatto, tuttavia, la sospensione dei sistematici bombardamenti di Mosca contro le infrastrutture energetiche delle aree metropolitane ucraine che proseguono senza pietà, aggravando le perdite tra la popolazione civile.