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Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia

“Ovunque nel mondo, di fronte a reati che coinvolgono tante vite umane – ha affermato il Presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco – la prima misura é acquisire e conservare immediatamente le immagini delle telecamere come strumento essenziale per le indagini. In Svizzera, invece, in un episodio di questa gravità, non si é ritenuto necessario acquisire le registrazioni che documentavano l’uscita dal locale. Apprendiamo oggi che la Svizzera non é quel Paese attento alla sicurezza che molti immaginavano.”

Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia
L’Avvocato Francesco Greco

Il terribile rogo di Crans Montana, nel quale sono morti 40 giovani e altri cento sono rimasti feriti, ha bruciato anche l’immagine di una Svizzera baluardo di neutralità e rifugio di democrazia.

“Quanto accaduto é inammissibile” – sottolinea Francesco Greco, che aggiunge – “ da avvocato che vive quotidianamente i tribunali, sono indignato per la leggerezza dimostrata dall’autorità giudiziaria e dagli organi di polizia svizzeri in una vicenda che solleva interrogativi gravissimi.”  Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia

E’ un coro unanime di biasimo e dure condanne internazionali quello che viene mosso nei confronti della Svizzera per l’incredibile, e per molti versi sospetta, gestione a dir poco soft dell’inchiesta sulle responsabilità dell’incendio del pub Le Constellation.

Assieme all’indignazione, le fiamme del rogo di Crans Montana hanno come illuminato la reale immagine di una Svizzera che professionalmente, soprattutto in Italia, magistrati, investigatori, avvocati, imprenditori, politici e giornalisti, tutti conoscono bene da sempre: quella di un paese riconosciuto a livello mondiale come  leader del riciclaggio dei rifiuti e del riciclaggio del denaro sporco.Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia

Una sorta di Riciclandia, paradiso del pattume, dei maghi della finanza e degli esperti di investimenti finanziari occulti.

Un ruolo storico che risale alla sinistra fama per quel che riguarda, fra il 1939 e il 1945, la funzione essenziale di volano dello sfruttamento dell’oro razziato dai nazisti, tra cui gioielli, fedi, denti strappati nei campi di sterminio alle vittime dell’Olocausto.

Una “cassaforte del nazismo”, come viene definita nel libro “La Svizzera, l’oro e i morti. I banchieri di Hitler ” di Jean Ziegler, sociologo e politico svizzero, autore di numerosi saggi sulle storture dei sistemi finanziari internazionali, in particolare nel suo Paese. Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia

Un’attività abietta e spregevole solo in minima parte riscattata dalla transazione del 1998, nota come Swiss Banks Holocaust Settlement, con la quale gli istituti di credito elvetici versarono 1,25 miliardi di dollari per risarcire le vittime e i loro discendenti. Accordo che ha lasciato fuori migliaia di eredi sconosciuti di svariati miliardi di depositi inesigibili che, via via, vengono incamerati dalle banche.

Orribili vicende alle quali, dal 1970, con l’avvento del traffico internazionale degli stupefacenti e il successivo protagonismo di cosa nostra, della ‘ndrangheta e dei narcos sud americani, va aggiunta la valanga del riciclaggio di narcodollari che ammonta a cifre inimmaginabili, superiori al triliardo di dollari, ovvero a mille miliardi di miliardi.

Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia
Sequestro di narcodollari

Narco riciclaggio che utilizza in buona parte il sistema bancario elvetico e reinveste anche in Svizzera. Un fiume di denaro con il quale si può corrompere e mettere in campo eserciti di legali per neutralizzare il sistema giudiziario di Riciclandia.

“Mi piace la Svizzera. Rispettano la vita privata di un uomo, qui. Specialmente se ha un patrimonio” sclama  il celebre investigatore Sherlock Holmes, nel film  “ Il  gioco di ombre”.

Ma l’ombra più grave che incombe come una macchia indelebile sull’immagine annerita della Svizzera – Riciclandia é quella delle vittime senza giustizia di Crans Montana.Crans Montana: ma quale Svizzera chiamatela Riciclandia

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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