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Il ponte dei suicidi politici scaricati sul Paese

Iperboli, superlativi, termini encomiastici esauriti per la spettacolare kermesse propagandistica a base di cifre sbalorditive, ma del tutto incoerenti per difetto o per eccesso con la realtà, che sta accompagnando il roboante annuncio dell’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.

Il ponte dei suicidi politici scaricati sul Paese
Rendering del ponte sullo stretto di Messina

Un ponte contro natura che per svariati motivi non sarebbe realizzabile ma che se, nonostante l’evidenza, ci si ostinasse a realizzarlo rischierebbe concretamente di essere travolto da sismi, violente raffiche di vento e, nel malaugurato caso di conflitti o attentati terroristici, di rappresentare un obiettivo primario.

Il tutto non soltanto con la perdita dei quasi 14 miliardi inizialmente previsti, destinati in corso d’opera a lievitare chi sa di quanto, ma con un irreparabile vulnus ecologico ed ambientale.

Il progetto varato prevede la costruzione di un ponte sospeso, che sarebbe il più lungo del mondo. La lunghezza complessiva raggiungerebbe infatti i 3.666 metri, con una campata sospesa di 3.300 metri. L’impalcato previsto sarà largo circa 60 metri, mentre le due torri poste a terra saranno alte 399 metri. Il sistema di sospensione sarà formato da due coppie di cavi, del diametro di 1,26 metri ciascuno.

Il ponte dei suicidi politici scaricati sul Paese
Il Ministro delle infrastrutture Matteo Salvini

Sono previste due carreggiate stradali, che avranno 3 corsie per direzione: due saranno di marcia e una di emergenza. Ci sarà anche una sede ferroviaria a doppio binario, che sarà affiancata da una metropolitana fra Sicilia e Calabria, oltre a una corsia di servizio per senso di marcia. Il ponte avrà una capacità massima di 200 treni al giorno e di 6mila veicoli ogni ora. Ipotetica fine lavori prevista tra il 2032 e il 2033.

Al di là degli entusiastici annunci e di tutte le polemiche politiche, resta il fatto che ci si accinge a realizzare un’opera stravolgente e strutturalmente imponente in una area ad alta sismicità, con faglie attive e rischio di maremoti, all’epicentro della perenne attività dell’Etna, del Vesuvio, Stromboli e del Marsili il vulcano sottomarino più grande d’Europa.

Inoltre, il peso dei treni rende problematico l’attraversamento simultaneo di convogli completi, mentre l’analisi costi benefici, tracciata dai prof Marco Ponti, uno dei massimi esperti italiani di trasporti, e Francesco Ramella, docente di trasporti all’Università di Torino, ha preventivato che “il Ponte sullo Stretto impoverirà l’Italia “  perché “i numeri forniti dagli stessi estensori dello studio di fattibilità, redatto a cura della società “Stretto di Messina” e non, come invece sarebbe opportuno, da un soggetto terzo, dicono che l’investimento, sotto il profilo strettamente economico, é fallimentare.”

Un fallimento subdolo, perché invece di determinare il suicidio politico di quanti hanno pervicacemente avviato l’opera, vista la durata degli eventuali lavori di realizzazione, sarà scaricato sui governi e sui leader successivi. Ai quali gli attuali Ministri addosseranno le responsabilità, con l’alibi dell’ “Eh finché c’ero io….”

Un alibi che trasforma in una sorta di nuova torre di Babele un irrealizzabile ponte miraggio che rischia di crollare sull’intero Paese, penalizzando ulteriormente Sicilia, Calabria e tutto il Mezzogiorno.Il ponte dei suicidi politici scaricati sul Paese

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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