Iperboli, superlativi, termini encomiastici esauriti per la spettacolare kermesse propagandistica a base di cifre sbalorditive, ma del tutto incoerenti per difetto o per eccesso con la realtà, che sta accompagnando il roboante annuncio dell’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.

Un ponte contro natura che per svariati motivi non sarebbe realizzabile ma che se, nonostante l’evidenza, ci si ostinasse a realizzarlo rischierebbe concretamente di essere travolto da sismi, violente raffiche di vento e, nel malaugurato caso di conflitti o attentati terroristici, di rappresentare un obiettivo primario.
Il tutto non soltanto con la perdita dei quasi 14 miliardi inizialmente previsti, destinati in corso d’opera a lievitare chi sa di quanto, ma con un irreparabile vulnus ecologico ed ambientale.
Il progetto varato prevede la costruzione di un ponte sospeso, che sarebbe il più lungo del mondo. La lunghezza complessiva raggiungerebbe infatti i 3.666 metri, con una campata sospesa di 3.300 metri. L’impalcato previsto sarà largo circa 60 metri, mentre le due torri poste a terra saranno alte 399 metri. Il sistema di sospensione sarà formato da due coppie di cavi, del diametro di 1,26 metri ciascuno.





