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Giustizia: l’analisi dell’Anm che avvia la mobilitazione per il referendum

Giustizia fra propaganda, statistica e referendum. Mentre i partiti della maggioranza governativa, ed in particolare Forza Italia con Tajani e Gasparri, secondo i quali “la riforma è più che giusta perché pone fine dell’uso politico della Giustizia”, rilanciano gli slogan propagandistici, l’Assemblea dell’ Associazione nazionale Magistrati ha costituito il comitato  a difesa della Costituzione e per il ‘No’ al referendum che avrà il compito di dar attuazione alle iniziative per illustrare la posizione e le motivazioni dell’Anm  in vista della consultazione che si terrà nel 2026 sul disegno di legge costituzionale della riforma che porta la firma di Carlo Nordio.

Giustizia: l’analisi dell'Anm che avvia la mobilitazione per il referendum
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio

Secondo lo Statuto, possono diventarne soci “esponenti, in quiescenza, della magistratura ordinaria, amministrativa e contabile, professori e ricercatori universitari, esponenti dell’avvocatura, dell’associazionismo e della società civile e cittadini che condividano integralmente le finalità del comitato”.

Cesare Parodi

Tra i soci costituenti c’é il presidente dell’Anm Cesare Parodi, mentre Antonio Diella é presidente esecutivo del Comitato. La vicepresidente vicaria é Marinella Graziano, ed il vicepresidente e segretario é Gerardo Giuliano. Tesoriere, Giulia Locati. Entro 60 giorni sarà eletto un presidente onorario del Comitato.

“La Magistratura italiana é la più produttiva d’Europa” evidenzia intanto un documento del’Anm riguardante il rischio fallimento, senza interventi strutturali, degli obiettivi Pnrr.

“I magistrati,  non hanno fatto mancare il proprio contributo: grazie a un impegno straordinario, l’arretrato ultratriennale é stato abbattuto con largo anticipo rispetto alle scadenze Pnrr nei termini del 95% nel settore civile e del 25% nel settore penale”.

L’analisi dell’Associazione nazionale magistrati rivela  come “con il decreto n. 117 del 2025, recante “Misure urgenti in materia di giustizia” si “orienti l’esercizio della funzione giurisdizionale al raggiungimento di obiettivi meramente statistici, secondo meccanismi che introducono nell’esercizio della funzione il premio di risultato e creano disparità di trattamento all’interno degli uffici”.Giustizia: l’analisi dell'Anm che avvia la mobilitazione per il referendum

Per l’Anm “l’attribuzione di poteri straordinari ai dirigenti degli uffici giudiziari con deroga ai criteri ordinari di assegnazione e riassegnazione dei fascicoli, oltre a legittimare una visione gerarchica degli uffici giudicanti, rappresenta una pericolosa deroga al sistema tabellare – corollario del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge – incide sull’autonomia organizzativa garantita dal Csm, svincolando quei poteri dai necessari controlli da parte dei consigli giudiziari e intacca il traguardo faticosamente raggiunto con la fissazione dei carichi esigibili”.

Essenziale dunque, sottolinea il documento dell’Anm:  “l’attivazione di riforme strutturali attese ormai da tempo, come l’istituzione del Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie, senza sacrificare le esigenze dei magistrati in tirocinio, privandoli di una formazione graduale e progressiva”.

In merito alle coperture degli organici dei magistrati e del personale amministrativo, l’Associazione nazionale fa presente che  “i magistrati mancanti erano 1.126 nel 2019, mentre oggi le vacanze superano le 1.800 unita’, pari a oltre il 17 per cento della pianta organica.

La carenza di personale é drammatica e strutturale e si aggira intorno al 40 per cento”, e rende assolutamente necessaria una “razionalizzazione della geografia giudiziaria, la revisione delle piante organiche e l’introduzione di strumenti deflattivi per il contenzioso civile.” Ambito nel quale si registra un aumento delle iscrizioni civili del +12 per cento dal 2019 al 2024.Giustizia: l’analisi dell'Anm che avvia la mobilitazione per il referendum

Al riguardo – segnala l’Anm – “laddove non sia possibile una rinegoziazione del disposition time civile ( il tempo medio prevedibile di definizione dei procedimenti)  per le materie comprese nel paniere di valutazione, sarebbe auspicabile quanto meno l’adozione di strumenti deflattivi, in particolare in taluni giudizi che vedono coinvolta la Pubblica amministrazione come, ad esempio, in quelli che riguardano il riconoscimento della cittadinanza e della protezione internazionale o speciale”.

L’Anm invoca poi la “stabilizzazione dell’ufficio per il processo: a fronte dell’esperienza positiva, si chiede ancora una volta la stabilizzazione definitiva di tutti gli addetti e la correzione del loro mansionario con ulteriore riduzione delle attività di supporto agli uffici amministrativi a vantaggio del supporto di collaborazione del giudice”.

“Senza l’impegno quotidiano dei magistrati non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati straordinari sull’arretrato, ma non si può chiedere all’istituzione giudiziaria di supplire a vuoti che sono innanzitutto di responsabilità politica e ministeriale”, rivendica l’Anm che ricorda come il Pnrr non sia “mai stato concepito come un insieme di numeri da raggiungere, ma come un’occasione storica per costruire una giustizia più efficiente, moderna e sostenibile. Se oggi si ricorre a strumenti emergenziali, é perché quello spirito originario non ha trovato effettivo spazio.”Giustizia: l’analisi dell'Anm che avvia la mobilitazione per il referendum

Nel ribadire che i magistrati continueranno a fare la loro parte  l’Anm fa tuttavia presente che senza una presa d’atto chiara e senza interventi strutturali effettivi, il Paese rischia di fallire non solo l’appuntamento del 2026, ma anche, in prospettiva, l’obiettivo di rendere realmente efficiente il servizio giustizia.

“Di ciò – conclude il documento-analisi dell’Anm – non si potrà addossare alcuna responsabilità alla magistratura. Spetta al legislatore e al governo dimostrare che l’efficienza della giustizia e’ davvero una priorità per il Paese e non terreno di propaganda”.Giustizia: l’analisi dell'Anm che avvia la mobilitazione per il referendum

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