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Iran proteste continue regime diviso e voci su piano fuga Khamenei

Maduro, la Groenlandia e la terribile strage di Grans Montana, hanno fatto passare in secondo piano la tragedia dell’Iran e di un popolo stremato che da 11 giorni nonostante la sanguinosa repressione, protesta contro il dispotico ed economicamente fallimentare regime teocratico degli ayatollah.

Iran proteste continue regime diviso e voci su piano fuga Khamenei
Masoud Pezeshkian

Protesta che fa registrare una svolta che evidenzia tensioni e spaccature ai vertici di Teheran, con il Presidente Masoud Pezeshkian che ha ordinato alle forze di sicurezza di evitare misure repressive contro i manifestanti, distinguendo tra proteste pacifiche e “rivoltosi armati”, ed il capo della Corte suprema, Gholamhossein Mohseni Ejei, che ribadisce che non vi sarà “nessuna clemenza per manifestanti che aiutano i nemici della Repubblica islamica”.

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Gholamhossein-Mohseni-Ejei

La decisione del Presidente Pezeshkian, resa pubblica dal vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah in un video diffuso dall’agenzia di stampa iraniana  Mehr, di evitare in sostanza di sparare ai manifestanti, viene interpretata come un segnale della crescente preoccupazione del governo di fronte ad una protesta generalizzata, alimentata dall’aumento dei prezzi e dal crollo della valuta nazionale.

L’ordine di non sparare esclude però, viene specificato,  coloro che impugnano armi da fuoco ed attaccano stazioni di polizia e siti militari.Iran proteste continue regime diviso e voci su piano fuga Khamenei

L’intransigenza giustizialista del Procuratore Generale della Corte suprema, che ha contrapposto all’ordine presidenziale di non reprimere le proteste un perentorio “non ci saranno scuse per coloro che scendono in piazza per provocare rivolte e disordini”, rivela la profonda spaccatura fra i moderati e i falchi del regime. I primi guidati dal Presidente Pezeshkian e i secondi dagli oltranzisti dei Guardiani della Rivoluzione, che assediano e condizionano l’86enne guida suprema Ayatollah Ali Khamenei .

Secondo la Human Rights Activists News Agency, organizzazione indipendente che ha sede in Norvegia, il bilancio provvisorio delle proteste é di almeno 36 morti, 5 dei quali minorenni,  51 feriti e oltre 2.000 arresti.

Nuovi scontri sono stati registrati in giornata nella provincia sud-occidentale del Paese: l’agenzia Fars riferisce che due persone sono state uccise e 30 ferite durante proteste di commercianti a Lordergan. Secondo questa ricostruzione, la manifestazione sarebbe degenerata quando la folla ha iniziato a lanciare pietre contro la polizia, e alcune persone armate avrebbero aperto il fuoco.Iran proteste continue regime diviso e voci su piano fuga Khamenei

Nel nord-est, a Bojnurd, l’agenzia Tasnim riferisce che un gruppo avrebbe lanciato pietre contro una moschea e dato fuoco a un negozio di libri religiosi.

Sul fronte militare, il generale Amir Hatami, comandante dell’esercito, ha avvertito che l’Iran non tollererà minacce esterne “senza rispondere”.

Le posizioni internazionali alimentano ulteriormente la tensioni. Quando sono iniziate le proteste il Presidente americano Donald Trump ha infatti  minacciato un intervento nel caso di repressioni sanguinose, mentre il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso sostegno ai manifestanti.

Tensioni che alimentano anche indiscrezioni  più o meno interessate su un possibile piano di fuga di  Khamenei verso Mosca. Caos e incertezze che riflettono la crescente vulnerabilità del regime iraniano sotto pressione interna ed esterna, assolutamente non in grado di ottenere per gli indicibili orrori delle repressioni il minimo consenso popolare di un paese praticamente fallito e ridotto alla fame per la dissennata destinazione della maggior parte delle ingenti risorse petrolifere al programma missilistico nucleare delle forze armate e ai finanziamenti dei movimenti terroristici islamici di mezzo mondo.

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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