Nuovo interrogatorio domani a Crans Montana per Jacques e Jessica Moretti da parte della Procuratrice Generale del Canton Vallese.
E’ stata la stessa Procuratrice ad annunciarlo nel corso di un’intervista televisiva, nella quale ha fatto capire che l’inchiesta sarebbe ad una svolta.

Assistiti dai legali, i coniugi francesi titolari al 50% del lounge discoteca Le Constellation all’interno della quale la notte Capodanno si é sviluppato un terribile incendio che ha provocato 40 vittime, sei delle quali italiane e 121 feriti, dovranno rispondere a molte domande e richieste di chiarimenti da parte della magistratura e degli investigatori elvetici che in questi giorni hanno sentito numerosi testimoni e acquisito svariati atti e documenti presso il comune di Crans Montana.

A chi é intestato l’altro 50% della proprietà del pub della strage e di altri locali cointestati ai Moretti ?
Perché il locale dal 2020 non è mai stato sottoposto ai controlli comunali annuali ?
Perché all’interno del Constellation mancavano gli estintori e non erano rispettate le più elementari misure di sicurezza, a cominciare dall’uscita d’emergenza?

Queste alcune delle domande che verranno rivolte a Jacques e Jessica Moretti, entrambi originari della Corsica. Secondo il registro del commercio del Canton Vallese, i due sono proprietari del locale dal 2015.
Al momento del rogo la moglie era alla cassa ed é rimasta lievemente ustionata. Il marito, che ha vecchi precedenti penali in Francia per reati che vanno dallo sfruttamento della prostituzione alle truffe al sequestro di persona, non era invece presente perché si trovava in uno degli altri esercizi gestiti, sempre al 50%, dalla coppia fra i quali il bar-ristorante Le Senso, sempre a Crans-Montana e Le Vieux Chalet a Lens.
In presenza di reticenze o di spiegazioni non esaustive o, peggio, non veritiere i capi di imputazione colposi di omicidio plurimo, incendio e lesioni, potrebbero essere modificati e per i Moretti potrebbe scattare l’arresto.

La loro incriminazione a piede libero ha suscitato una valanga di critiche internazionali per il rischio di fuga e di inquinamento delle prove.
“Non pensavo che ci potesse essere una carenza così pesante di sicurezza, in una località di fama internazionale, ci aspettavamo standard di alto livello. Ora attendiamo una punizione esemplare” ha dichiarato l’avvocato milanese Valentino Giola, padre del 16 enne Giuseppe rimasto ferito nell’incendio e ora ricoverato al Niguarda. Complessivamente i feriti italiani sono 11.
Sulla base all’articolo 10 del codice di procedura penale per gli italiani deceduti all’estero, il Procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi ha disposto l’apertura di un fascicolo riguardante le ipotesi di reato di omicidio e incendio colposi. L’inchiesta italiana si affianca a quella avviata dalla Procura francese di Parigi e a quella belga del Brabante Vallone.


