Professione Lavitola. Sessanta anni, Ex Giornalista ed editore, già direttore dell’Avanti ! Valter Lavitola, protagonista di tante oscure vicende, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell’attentato al conduttore di Reporter Sigfrido Ranucci, compiuto davanti la sua abitazione a Pomezia nell’ottobre del 2025.
Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola
Lavitola è indagato dalla Procura di Roma per l’ipotesi di reato di concorso in strage, detenzione e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso, in relazione all’arresto, martedì scorso, dei quattro presunti autori dell’attentato a Ranucci. Durante le perquisizioni nei vari domicili dell’ex giornalista i Carabinieri hanno sequestrato telefoni, computer e documenti vari.
Nel recente passato é stato coinvolto in diverse inchieste giudiziarie soprattutto per il suo ruolo in vari scandali politici ed ha accumulato, negli anni, diverse condanne e periodi di detenzione.
Lavitola e una delle tante edizioni dell’Avanti che attaccavano Fini
È stato condannato in via definitiva, ad un anno e 4 mesi di reclusione, per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi e ha subito condanne anche per aver percepito indebitamente fondi per l’editoria destinati all’ex glorioso quotidiano del Partito Socialista.
Su L’Avanti ! Lavitola pubblicò il documento sull’appartamento di Montecarlo che fece scoppiare il caso del coinvolgimento dell’allora Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi
Clamoroso anche il suo coinvolgimento nel processo sulla cosiddetta “compravendita dei senatori” del caso De Gregorio, conclusosi nel 2015 con la condanna in primo grado a 3 anni per concorso in corruzione insieme a Silvio Berlusconi. Condanna successivamente prescritta.
Franco Lo Voi
L’inchiesta sull’attentato a Ranucci, avviata dal Procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, e dai Pm Carlo Villani (ora Procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis, sta scandagliando le prove e accertando tutta una serie di circostante e collegamenti per ricostruire il contesto e il movente dell’attentato al giornalista della Rai.
Secondo le indagini, Pellegrino D’Avino e sua moglie Marika De Filippi, residenti ad Avella, Saverio Mutone di Sperone e Antonio Passariello di Cicciano, arrestati la settimana scorsa, avrebbero agito in cambio di denaro, coordinati da un intermediario.
Le intercettazioni hanno rivelato che un soggetto, soprannominato “Quello”, avrebbe fornito loro le informazioni dettagliate e le risorse economiche necessarie per compiere l’attentato.
Il ruolo di Lavitola nella vicenda, che i magistrati stanno circoscrivendo, potrebbe essere stato quello di intermediario per conto dell’effettivo mandante che dopo l’attentato, avrebbe offerto agli esecutori la possibilità di allontanarsi temporaneamente dal territorio fornendo loro carte di credito ricaricabili e modalità operative per eludere le indagini.
Sigfrido Ranucci é stato ascoltato come testimone dagli inquirenti. Durante l’audizione, gli è stato chiesto se conoscesse gli arrestati e se avesse informazioni sulle vecchie inchieste di Report relative all’area geografica in cui vivevano i componenti della banda.
“Gli inquirenti non escludono alcuna pista, stanno lavorando a 360 gradi”, ha dichiarato Ranucci dopo l’audizione. E con Valter Lavitola le indagini non finiscono mai.