Rimuovere l’ex che precede il suo nome. Sembra questa la vera sfida di Cosimo Ferri, l’ex tutto: Sottosegretario alla Giustizia in tre governi, Parlamentare, già Consigliere del Csm e leader di Magistratura Indipendente, e perfino candidato a Sindaco nel 2022 del Comune di Carrara.

Un patrimonio d’esperienze che – dichiara – lo ha spinto a ricandidarsi con un certo seguito e buone chances alle elezioni del 25 e 26 ottobre per l’elezione dei 20 componenti togati della nuova Consiliatura dell’organo costituzionale di autogoverno della Magistratura.
Il Ferri pensiero é sintetizzato nell’intervista esclusiva che il super ex , come viene definito negli ambienti di Palazzo Bachelet, ha rilasciato al quotidiano “ Il Dubbio”. 
Un’intervista con la quale Cosimo Ferri intende rimuovere i molti interrogativi sulla cosiddetta stagione dell’Hotel Champagne, dove nel corso di un dopo cena, la sera del 9 maggio 2019, avrebbe discusso di nomine e carriere con l’ex magistrato Luca Palamara, Luca Lotti e cinque consiglieri del Csm allora in carica.
Tutto chiarito, superato, archiviato, afferma nell’intervista nella quale anticipa soprattutto cosa farebbe qualora venisse nuovamente eletto al Csm.
Intanto, spiega, per essere eletto si é apparentato con altri magistrati che, afferma testualmente, “chiedono di essere valutati per la serietà del loro percorso professionale: Vincenzo Depalma, Consigliere della Corte d’Appello di Bari; Annarita Donofrio, Consigliere della Corte d’Appello di Bologna; Giacomo Gasparini, Consigliere della Corte d’Appello di Ancona; Elisabetta Scolozzi, Giudice del Tribunale di Belluno. Creare una rete significa utilizzare gli strumenti previsti dalla legge e aumentare la possibilità di concorrere anche senza essere iscritti ad alcuna corrente. Da qui l’importanza di sostenere i componenti della rete, ciascuno nel proprio collegio di appartenenza.”



