Donald Trump un disastro dopo l’altro. Instabile, inaffidabile, incontrollabile. Non solo la stampa ed il deep State, gli apparati sommersi della burocrazia e dell’intelligence community, ma ora anche un numero crescente di esponenti repubblicani critica apertamente il tycoon e condanna pubblicamente le sue scelte. Tanto che al Senato ha suscitato roventi accuse bipartisan l’accordo, definito un grave errore morale e strategico, siglato da Trump con Putin per la fornitura di grandi quantità di diesel russo agli Stati Uniti.
La netta presa di distanza dei repubblicani dalla Casa Bianca evidenzia l’estremo tentativo di evitare elettoralmente l’abbraccio mortale con una presidenza ormai considerata dall’opinione pubblica negativa e dannosa.
Una crescente dissociazione alla quale si contrappone, quasi comicamente, l’iper attivismo di Trump che vola come una trottola da uno stato all’altro, per appoggiare i candidati locali che invece temono che la sua roboante presenza faccia loro perdere voti.
Fra un volo in Ohio e poi in Alaska, Trump ha intanto presentato la sua nuova portavoce, Katie Zacharia, bionda e avvenente come la precedente, ma ancor più antiabortista e sfegatatamente MAGA.

Su New York Times, Washington Post, Wall Street Journal e Financial Times si susseguono le analisi che sottolineano come il 47esimo Presidente Usa si faccia prendere continuamente a pesci in faccia da Putin, che ha promesso di fornire milioni di barili di diesel che non é in grado di produrre e che in ogni caso non può sottrarre ai concittadini e alle più lucrose esportazioni verso Cina e India. Un accordo scellerato per un diesel fantasma che comunque non abbasserebbe i prezzi dei carburanti.
L’altra clamorosa porta in faccia che Trump ha subito da Putin é la secca smentita di Mosca all’annuncio della tregua energetica con l’Ucraina strombazzata dal tycoon.

Incassata la cessazione delle sanzioni petrolifere, il Cremlino non ha neanche risposto alla proposta di tregua americana, che intanto Trump aveva presentato ed illustrato alla stampa come la sua ennesima iniziativa di pace, dolendosi senza ritegno per quella che considera l’ulteriore mancata assegnazione del Nobel per la Pace.
Impressionante il lungo curriculum delle intemerate e dei deliri di Trump, comprendente, per citare solo i principali, l’annuncio dell’ annessione di Canada e Groenlandia, la minaccia di cancellare l’Iran dalla dalla faccia della terra, la raffica internazionale di dazi, l’attacco a Papa Leone XIV, il primo Pontefice americano, la “scomunica” a turno dei leader di paesi alleati come il Canada, l’Inghilterra, l’Italia, la Francia, la Germania e la Spagna, i progetti di costruzione di archi di trionfo e statue d’oro, l’intitolazione a suo nome di oceani e stretti, la proclamazione dell’età dell’oro mentre i prezzi di carburanti e generi di prima necessità in America e nel mondo sono impazziti.
Secondo il Washington Post, la rivolta anti-trumpiana degli elettori Usa e dello stesso Partito Repubblicano é appena all’inizio ed a gennaio si concretizzerà con un Senato che oltre alla maggioranza democratica boccerà le decisioni presidenziali, a cominciare dalle eventuali nomine di Giudici della Corte Suprema.
Con entrambe le camere con una maggioranza ostile, il Presidente potrebbe replicare opponendo il veto alle leggi approvate dal Congresso. Ma sulla eventuale paralisi della cosiddetta “anatra zoppa”, cioè della presidenza imbrigliata dall’opposizione, incombe tuttavia la pericolosa imprevedibilità di Trump.
Un rischio che il Partito democratico sta già cercando di disinnescare. Il senatore democratico della Virginia Tim Kaine, scrive il Washington Post, ha avviato un dialogo con i colleghi per redigere un disegno di legge che potrebbe passare attraverso la procedura di conciliazione, che consente ad una legge di evitare l’ostruzionismo se conforme a complesse norme di bilancio.
Per il leader della attuale minoranza al Senato, Chuck Schumer, i democratici devono puntare ad approvare politiche volte a rendere la vita più accessibile economicamente e ad annullare i tagli operati da Trump all’assistenza sanitaria e ai sussidi alimentari.
“Dobbiamo comportarci da legislatori, non limitarci a erigere barriere”, ha dichiarato Kaine in un’intervista. “Se controlliamo entrambe le camere, dovremmo usarle per fare ciò che abbiamo promesso agli elettori” ha aggiunto.
Una prospettiva fin troppo ottimista, vista dagli attuali penosi scenari del delirio quotidiano di Trump.




