“ Le elezioni più incasinate della storia” come le definisce una toga al top della carriera, con una lunga militanza nell’Anm e al Csm, “esprimeranno un voto frammentato” afferma un altro alto magistrato di lungo corso.
Sono oltre novemila i magistrati che domani e lunedì saranno chiamati a votare per l’elezione dei 20 componenti togati della consiliatura 2027 2031 del Consiglio Superiore della Magistratura.
L’elezione con la quale si rinnova l’organo di rilievo costituzionale, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, arriva a sette mesi dalla netta bocciatura della riforma sulla giustizia con una percentuale dei no di quasi il 54%.
Una riforma che avrebbe cambiato profondamente il Csm, sdoppiandolo, imbrigliandolo e portando a Palazzo Bachelet magistrati sorteggiati.
“ Se domani votiamo per il Csm é grazie all’esito del referendum” sottolinea non a caso il Segretario generale dell’Anm, Gustavo Maruotti.
I diversi gruppi arrivano al voto dopo un percorso di scelta dei candidati, presentazione dei programmi e svariati incontri diretti e via social.
Magistratura Indipendente candida dodici toghe, presentate come “espressione di una visione dell’autogoverno fondata sull’autorevolezza della istituzione e sulla sua indipendenza dal potere politico, sulla tutela dell’indipendenza della magistratura, sulla trasparenza delle decisioni e sulla valorizzazione del merito e della professionalità del magistrato”.
La corrente di AreaDg dopo aver svolto 20 assemblee locali e nazionali e le primarie, candida una squadra composta da nove toghe. ”Candidati con esperienza associativa ma anche colleghi giovani”, ha sottolineato durante la presentazione il segretario Giovanni Zaccaro.
Il gruppo centrista Unità per la Costituzione rivendica ”la scelta di regole rigorose e trasparenti” nella selezione delle nove candidature che per il presidente di Unicost, Michele Ciambellini, ”sono il frutto di un percorso improntato alla responsabilità e alla condivisione”.
Magistratura Democratica ha ”preso atto delle forti convergenze programmatiche riscontrabili” tra il proprio programma con quello espresso dal gruppo che si riconosce nel progetto di “Autogoverno diffuso” che fa capo al Consigliere uscente del Csm Roberto Fontana e del loro impegno a condividere un percorso comune’.

Per la nuova consiliatura concorrono soprattutto numerosi ”indipendenti”: dalle liste dei magistrati sorteggiati del Comitato Altra Proposta, che presenta candidati in tutti i collegi, alla candidata per la legittimità De Renzis, alla componente di Cosimo Ferri, ex segretario di Magistratura Indipendente ed ex Sottosegretario alla Giustizia, già consigliere del Csm. Collegati a Ferri ci sono 4 toghe apparentate.
A completare l’assetto del nuovo Csm, che avrà un ruolo delicato e decisivo per i prossimi assetti di vertice in tutte le principali Procure, sarà poi il Parlamento che procederà all’elezioni di dieci componenti laici. Al momento fra le autocandidature, assieme ad avvocati e professori, nelle liste della Camera figurano parlamentari e ex parlamentari, testimonial del sì e del no all’ultimo referendum sulla Giustizia, ex Pm ed ex consiglieri di Palazzo Bachelet che puntano al bis.
Un nome per tutti è quello dell’ex magistrato ed ex parlamentare Antonio Di Pietro, per anni Pubblico Ministero alla Procura di Milano e capofila della cosiddetta inchiesta mani pulite. Della serie: “ il potere logora chi non c’è l’ha”.
Lo spoglio delle schede per l’elezione dei togati confluiranno tutte in Cassazione dove, invece, lo spoglio inizierà mercoledì mattina.
