Voti e bombe nell’alba americana del Trump day. Le forze aerovanali statunitensi hanno colpito nella notte sistemi radar e lanciamissili sull’isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, in un’operazione che viene definita difensiva, in risposta all’impiego di missili terra-aria iraniani contro unità navali e petroliere scortate dagli Usa.
Qeshm, l’isola più grande del Golfo Persico, ospita una base navale e un’installazione missilistica sotterranea dei pasdaran. Il blitz conferma che a cavallo delle elezioni di midterm Trump é pronto a scatenare assieme al Premier israeliano Netanyahu un’altra ondata di bombardamenti contro l’Iran, anche per tentare di “coprire”, sostengono i commentatori politici, l’impatto della preannunciata sconfitta elettorale.

Negli Stati della costa orientale i primi seggi apriranno alle 6 ora locale, le 12 in Italia, ma già da ieri in Texas si registra un’affluenza record di elettori ispanici che si sono recati a votare in anticipo. Gli ispanici sono il 40% per cento dell’elettorato texano e sono considerati l’ago della bilancia per il duello per uno dei seggi che decideranno la maggioranza del Senato tra il democratico James Talarico e il discusso Procuratore generale Ken Paxton, imposto da Trump.
Tra i Democratici c’é la convinzione dell’ “onda blu” (il colore del partito), o addirittura di uno tsunami, stando ai sondaggisti che prevedono una loro vittoria alla Camera dei Rappresentanti, che verrà interamente rinnovata.
Dal Maine all’Alaska, passando per Texas , Ohio e Kansas, tutti gli ultimi sondaggi mostrano i candidati democratici come nettamente favoriti o in testa anche per la conquista del Senato, un esito che solo un anno fa sarebbe stato inimmaginabile.
Ha fatto tutto Trump: ha scatenato la guerra contro l’Iran, progettato per sé archi di trionfo, statue e intitolazioni di monti, mari e stretti, provocato l’impennata del costo della vita, non ha mantenuto una sola promessa di pace, ha scatenato il caos economico con i dazi ed inoltre é sotto attacco giudiziario prima ancora che politico per il caso Epstein e per l’arricchimento personale avvenuto dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025.
Gli ultimi comizi del Presidente hanno inferto il colpo di grazia ai Repubblicani. Il tycoon é arrivato a sostenere infatti che sarebbe stato in grado di vincere la guerra del Vietnam in una settimana e quella in Afghanistan in pochi giorni. Affermazioni catastroficamente controproducenti perché non c’é americano che non ricordi la promessa di finire la guerra in Ucraina in 24 ore e quella con l’Iran appena subito dopo averla iniziata. Ed invece i due conflitti sono tragicamente ancora in corso.
Il nome del Presidente non compare sulla scheda, ma il suo futuro politico passa dal voto di oggi. Un voto che avrà un impatto, intanto sulle elezioni spagnole di fine novembre e sulle presidenziali francesi della primavera prossima, ma anche sulle consultazioni in Italia e Polonia e sull’assetto politico in Germania, in bilico sull’avanzata neo nazista. Un impatto, per le imprevedibili reazioni di un Trump furioso per la batosta elettorale, paventato anche dall’Europa e dalla Nato.
Oltre che per la Camera, il Senato e molti Governatori, gli americani votano anche per referendum riguardanti l’aborto, obbligo di documento per votare, tasse, ridisegno dei collegi elettorali e diritti delle persone transgender.
I risultati elettorali si susseguiranno in base ai diversi fusi orari. Alcuni Stati, come Indiana, Kentucky e Texas, sono divisi tra più fusi e inizieranno a comunicare i risultati prima della chiusura di tutti i seggi sul loro territorio.
La prima fase particolarmente significativa arriverà tra le 00:30 e le 02:00 italiane di domani, mercoledì, quando inizieranno ad affluire i risultati di North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Maine, Michigan e Texas. 
La seconda fase inizierà alle 04:00, con la chiusura dei seggi in California e negli altri Stati della costa occidentale. I risultati californiani potrebbero assumere particolare rilievo per la Camera, soprattutto qualora la maggioranza restasse in bilico dopo lo scrutinio degli Stati orientali.
Negli ultimi giorni Trump ha parlato malvolentieri con la stampa, un cattivo auspicio secondo i media. Le previsioni più pessimistiche temono infatti che in base all’entità della eventuale sconfitta, il tycoon possa uscirsene con dichiarazioni clamorose e soprattutto gravi per la tenuta democratica degli Stati Uniti.
