HomeEconomiaSi moltiplicano i segnali di crisi dell'economia cinese
Si moltiplicano i segnali di crisi dell’economia cinese
Per scongiurare l’avvitamento del mercato azionario cinese, che evidenzia numerosi fattori di crisi finanziaria, le autorità di regolamentazione finanziaria della Cina , tra cui la banca centrale, si apprestano a varare tutta una serie di misure a sostegno del mercato interno, in un contesto di turbolenze sui listini azionari e sul mercato obbligazionario che alimentano le richieste di interventi da parte di Pechino. 
Solo il mese scorso, l’indice di riferimento CSI300 delle 300 maggiori società quotate alle borse di Shanghai e Shenzhen, ha perso l’8,5 per cento, registrando il peggior risultato dall’inizio dell’anno, mentre sul mercato obbligazionario sono emersi segnali di tensione legati alla situazione finanziaria del gruppo immobiliare statale Zhuhai Huafa.
Secondo quanto riferito dal quotidiano cinese di notizie economiche “21st Century Business Herald”, la Banca popolare cinese (Pboc) e la Commissione di regolamentazione hanno convocato le società di intermediazione e di gestione di fondi. Separatamente, la Pboc, l’Amministrazione nazionale per la regolamentazione finanziaria e la Commissione di regolamentazione dei titoli hanno convocato anche i principali istituti bancari per discutere una revisione della politica di rifinanziamento agevolato destinata a sostenere i riacquisti di azioni proprie e gli acquisti di titoli.
Gli investitori internazionali seguono intanto con attenzione le difficoltà finanziarie di Zhuhai Huafa Group. Le obbligazioni e le azioni del gruppo immobiliare hanno subito forti vendite la scorsa settimana, dopo la notizia che la società non sarebbe riuscita a rimborsare i due prodotti fiduciari giunti a scadenza e starebbe negoziando con le banche una proroga dei termini di rimborso dei prestiti.
L’indice Pmi manifatturiero cinese di RatingDog é sceso leggermente a 52 a ottobre, rispetto al 52,1 di settembre. Un rallentamento registra anche la crescita degli ordini all’esportazione, mentre la produzione ha registrato il ritmo di espansione piu’ rapido da aprile. Parallelamente, l’indice Pmi manifatturiero ufficiale dell’NBS e’ sceso a 49,3 dal 50,1 di settembre, attestandosi al di sotto delle previsioni, che puntavano a quota 50.