Al Csm l’autoanalisi delle toghe per la Procura di Roma

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Prestipino Procuratore tutti i si e i no del Csm
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Csm allo specchio, fra moral suasion e Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria, per evitare che sulla emblematica nomina del nuovo vertice della Procura della Repubblica di Roma i consiglieri arrivino al plenum di mercoledì 4 marzo in ordine sparso e si dividano.Al Csm l’autonalisi delle toghe per la Procura di Roma

Da settimane il Vice Presidente Davide Ermini ed i vertici istituzionali e giudiziari stanno discretamente tessendo pazienti e delicate valutazioni per scongiurare i rischi di una nuova fiammata correntizia fra le componenti interne dell’Associazione nazionale Magistrati.

Un ritorno di fiamma alle frammentazioni e alle polemiche interne della magistratura che, nonostante la catalizzazione mediatica appiattita sul coronavirus, non passerebbe in ogni caso inosservata e verrebbe accentuata dagli eventuali interventi del Tar e del Consiglio di Stato.

Al Csm l’autonalisi delle toghe per la Procura di Roma
Davide Ermini

Nonostante il grande spessore professionale e umano, la grande esperienza ed i comprovati meriti dei tre candidati, il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, il Procuratore Capo di Firenze Giuseppe Creazzo ed il Procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino, si delinea un quadro molto complesso a Palazzo dei Marescialli per la scelta del successore di Giuseppe Pignatone alla guida della Procura della Capitale.

A gennaio la Quinta Commissione referente per gli incarichi direttivi non è infatti riuscita a convergere su un nome il più possibile condiviso.

A favore di Francesco Lo Voi hanno votato in Commissione la togata di Magistratura Indipendente Loredana Micciché e il laico di Forza Italia Michele Cerabona.

Per la nomina di Creazzo  si é  espresso solo il togato di Unicost Marco Mancinetti, e un solo voto é andato a sostegno di Prestipino, quello del togato e leader della componente di Autonomia & Indipendenza Piercamillo Davigo.

Si sono astenuti il Presidente della Commissione il togato di Area, Mario Suriano, ed il laico eletto in quota M5s Alberto Maria Benedetti.

Il  Plenum dovrà dunque preliminarmente procedere al ballottaggio fra i tre candidati e successivamente scegliere fra i due più votati.

Nella prima votazione, a meno di colpi di scena come il  ritiro di candidature,  Lo Voi potrebbe ottenere almeno 8 voti: quelli dei tre consiglieri di Magistratura Indipendente, probabilmente del primo Presidente della Cassazione Giovanni Mammone  e di 4 laici, due di Fi e due della Lega.

Per Prestipino dovrebbero convergere da 9 a 11 voti: i 5 togati di Area, tre di A & I e i tre laici dei 5Stelle.

Cinque i voti, sulla carta,  per Creazzo per il quale dovrebbero votare i 3 togati di Unicost e probabilmente,  se dovessero essere confermate le indiscrezioni apparse su diversi quotidiani, due dei consiglieri di A&I, Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita.

A questo punto nella probabile votazione fra Prestipino e Lo Voi, e nel caso che i consiglieri di Unicost dovessero  votare per il primo, potrebbe ripetersi lo schema maggioritario che nel Plenum del 18 dicembre ha determinato la nomina alla Procura di Torino di Anna Maria Loreto.

Con una grandissima e unanimemente apprezzata esperienza trentacinquennale, prima da sostituto e poi per oltre 16 anni da Procuratore giunto nello stesso ufficio, Anna Maria Loreto ha prevalso a maggioranza rispetto a Salvatore Vitello, attuale Capo della procura di Siena. Una procura comunque non comparabile in termini di ruolo e specificità giudiziaria alla Procura di Torino.

Con la sostanziale differenza che la Procura di Palermo non è inferiore per rilevanza giudiziaria, ampiezza distrettuale e numero di sostituti, rispetto a quella di Roma.

La delicatezza della valutazione fra i candidati attiene infatti, nello specifico, alla legittimazione dei titoli previsti dal Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria, il corpus normativo che costituisce il compendio delle regole che il Consiglio Superiore della magistratura si è dato nella cornice disegnata dal Decreto Legislativo n. 160/2006 per  il conferimento degli incarichi direttivi.

La scelta al cospetto dell’intero Paese del Procuratore della Capitale, sottolineano gli ambasciatori della moral suasion, presupporrebbe dunque l’equilibrio del buon senso ed un ampio consenso.

Abbinato all’orizzonte della nomina del Procuratore di Roma figurerebbero anche il concorso per il nuovo Procuratore Generale di Milano, che subentrerà a Roberto Alfonso in pensione dal 24 febbraio, e nel caso della scelta di Franco Lo Voi per piazzale Clodio la nomina del nuovo Procuratore capo di Palermo.Al Csm l’autonalisi delle toghe per la Procura di Roma

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