Ironia e disgusto nell’affondo contro Trump dell’ex Presidente Barak Obama, sceso in campo per sostenere il Partito Democratico alle elezioni di midterm: ” gli show – ha detto – vanno interpretati alla tv non alla Casa Bianca. A Washington c’è bisogno di persone serie “.
Obama
Trump
Obama ha ridicolizzato Trump denunciando come abbia mobilitato l’amministrazione per cercare di incriminarlo per la battuta della trasformazione della Casa Bianca in una “Cheesecake Factory “, una fabbrica di formaggio gestita da Saddam Hussein.
Una delle statue di Saddam Hussein
“Il tycoon non si é arrabbiato per il paragone con Saddam Hussein. Quella parte non lo ha infastidito. Si é infuriato per la Cheesecake Factory. Si é sentito profondamente offeso” ha affermato il 44° Presidente degli Stati Uniti che poi, passando ai temi concreti ha accusato Trump di piegarsi “al volere di Vladimir Putin e tradire gli ucraini che combattono per la propria libertà e democrazia, abbandonandoli al loro destino”.
Barak Obama e Donald Trump
Trump non ha replicato alle accuse politiche, ma all’ironia riguardante gli archi di trionfo, i progetti di intitolarsi oceani e stretti e di ristrutturare la sala da ballo della Casa Bianca, dicendo semplicemente che “ : “Obama non capisce la bellezza delle ristrutturazioni” ed ha continuato ad assicurare che schianterà in pochi giorni l’Iran ed elargirà 5 mila dollari ad ogni votante in caso di vittoria dei repubblicani.
Impressionante la mobilitazione elettorale del Presidente che nelle ultime settimane ha tenuto più di 20 comizi ed ha l’agenda piena di altri appuntamenti per i prossimi giorni, in particolare negli Stati dove ha prevalso durante la rielezione, nel tentativo di far dimenticare agli americani l’impennata dei prezzi del carburante, del costo della vita e un’impopolare guerra in Iran.
Un tentativo che sempre più frequentemente viene interrotto da contestazioni, come ieri durante un comizio in Ohio dove Trump é stato interrotto da un manifestante che gli ha rimproverato la sua complicità con Jeffrey Epstein. Il riferimento riguardava la pubblicazione di un nuovo rapporto dei democratici al Congresso che accusa il tycoon di essere stato un “partecipe attivo” degli abusi commessi nel 1990. ”