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Operazione aereonavale Usa per liberare lo Stretto di Hormuz

 

L’ostinata irremovibilità dei pasdaran iraniani, che non intendono avviare alcuna trattativa sull’uranio arricchito, ha fatto scattate il Countdown D-day alla base aerea di MacDill , a Tampa, in Florida, sede del Comando centrale delle forze armate degli Stati Uniti.

Nel gergo militare anglosassone il termine conto alla rovescia che precede l’acronimo d-day, indica che stanno per scattare l’ora e il giorno in cui é programmato l’inizio di un attacco o uno sbarco, come quello storico in Normandia.

La pianificazione riguarda l’operazione denominata Project Freedom, per garantire il transito delle navi bloccate nello Stretto di Hormuz e prevede l’impiego di cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli, piattaforme senza equipaggio multi-dominio e la mobilitazione di circa 15 mila militari, fra marines e corpi speciali.Operazione areonavale Usa per liberare lo Stretto di Hormuz

“Il nostro sostegno a questa missione difensiva é fondamentale per la sicurezza regionale e l’economia globale, poiché continuiamo anche a mantenere il blocco navale”, ha affermato l’Ammiraglio Brad Cooper, Comandante del Centcom.

Le fonti del Pentagono, sentite dalla Cnn, precisano che l’operazione “Project Freedom” non é affatto una missione di scorta.

Operazione areonavale Usa per liberare lo Stretto di Hormuz
Brad Cooper

Secondo quanto affermato dal Presidente Donald Trump sui social, l’intervento militare, al via oggi, si concentrerà esclusivamente sul recupero delle navi civili, battenti bandiera di Paesi non coinvolti nel conflitto, al fine di permettere loro  di “riprendere liberamente e prontamente le proprie attivita’ “.

“Faremo il massimo sforzo per far uscire le navi ed i loro equipaggi in sicurezza dallo Stretto”, ha affermato Trump.Operazione areonavale Usa per liberare lo Stretto di Hormuz

Teheran ha replicato col minaccioso avvertimento che  “qualsiasi interferenza statunitense nello stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco”,  ma lo schieramento aeronavale Usa é pronto ad aprire il fuoco contro le imbarcazioni armate dei pasdaran che tenteranno di impedire il deflusso delle circa duemila fra petroliere e navi, con equipaggi complessivi di oltre 20 mila marinai, intrappolate nello Stretto di Hormuz dall’inizio del conflitto e molte delle  quali stanno esaurendo rapidamente scorte di cibo, carburante e acqua.

Secondo l’Imo, l’Organizzazione marittima internazionale, dal 28 marzo si sono verificati almeno 19 attacchi contro navi nell’area, con un bilancio di almeno 10 morti e otto feriti tra gli equipaggi.

A meno di un colpo di scena negoziale, se Teheran cercherà di bloccare con le armi le petroliere o di disseminare altre mine, come fanno temere  gli spari fortunatamente senza conseguenze contro una petroliera in navigazione a nord degli Emirati Arabi uniti, si scatenerà nuovamente il conflitto e riprenderanno i bombardamenti a tappeto di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran.Operazione areonavale Usa per liberare lo Stretto di Hormuz

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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