Le agenzie di intelligence degli Stati Uniti, scrive il Financial Times, ritengono che l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, abbia avuto una relazione sentimentale con l’omonima dirigente cinese Alice Huang reclutata da Pechino per spiare sul colosso dei semiconduttori.

La donna, ha aggiunto il New York Times, era la top manager di Megaspeed, un’azienda di data center cliente del gruppo statunitense di semiconduttori con sede a Singapore. Aveva instaurato un rapporto molto stretto con l’amministratore delegato del gigante tech ed aveva iniziato a spiarlo per conto di Pechino. La Casa Bianca e la Cia – scrivono i quotidiani americani – si sono rifiutate di commentare.

La dirigente era già nel mirino degli 007 Usa perché sospettata di aiutare la Cina ad eludere le restrizioni sull’accesso a chip avanzati per l’intelligenza artificiale.
La scoperta che forniva informazioni top secret direttamente a Pechino ha subito fatto scattare l’allarme alla Casa Bianca, anche per la vicinanza di Jensen Huang a Donald Trump. Tanto da partecipare, a settembre, alla cena di stato alla Casa Bianca in onore del Presidente Xi Jinping durante la recente visita ufficiale negli Stati Uniti.
Il valzer della spy story cinese al ritmo di sesso & microchips conferma l’affermazione dello scrittore Gabriel García Márquez che tutti gli esseri umani hanno tre vite: pubblica, privata e segreta.

