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Successo strategico da stabilizzare: primo bilancio dell’attacco all’Iran

Positivo dal punto di vista strategico militare, nebuloso da quello geo politico. Anche se non ancora del tutto completato, il bilancio del primo giorno dell’attacco congiunto di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran  si può definire un successo strategico, ma con prospettive e scenari in attesa di stabilizzazione.Successo strategico da stabilizzare sul piano geo politico: primo bilancio dell'attacco all'Iran

All’eliminazione di vari vertici governativi e dei pasdaran e ai pesanti effetti distruttivi delle infrastrutture militari, non corrisponde per il momento quella consistente reazione popolare contro il regime che Washington auspica si manifesti appena possibile.

L’appello rivolto agli iraniani dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump contiene infatti delle implicite istruzioni: “Al grande e fiero popolo dell’Iran, dico – ha esordito il tycoon – che l’ora della vostra libertà é vicina. Restate al riparo, non uscite di casa. Fuori é molto pericoloso. Le bombe cadranno ovunque. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà questa, probabilmente, la vostra unica occasione per generazioni. L’America é al vostro fianco con una forza travolgente e una potenza devastante. Ora è il momento di prendere in mano il vostro destino e di liberare il futuro prospero e glorioso che è vicino alla vostra portata. Questo é il momento di agire. Non lasciatevelo sfuggire”.

Successo strategico da stabilizzare sul piano geo politico: primo bilancio dell'attacco all'Iran
Donald Trump

Nessuno si attende una guerra lampo, ma un’operazione chirurgica che liberi l’Iran da mezzo secolo di feroce regime teocratico, epicentro del terrorismo islamico internazionale.

L’attacco preventivo ha smorzato sul nascere le previste reazioni iraniane con lanci di missili contro Bahrein, Kuwait, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar, senza tuttavia fare vittime americane. Si registra solo un morto ad Abu Dhabi. Nel mirino anche la Quinta Flotta in Bahrein dove ci sono stati solo danni alle infrastrutture. A Tel Aviv, presa di mira dai missili iraniani, si registrano due feriti.

Mentre gli attacchi congiunti degli Stati Uniti e di Israele hanno distrutto decine di obiettivi in tutto l’Iran, con esplosioni a Teheran,  Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah. Secondo i media israeliani, l’Israel Defense Forces ritiene di aver ucciso il capo dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Mohammad Pakpour. Quanto agli attacchi contro la ‘testa del serpente’ della Repubblica islamica – compresi la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian – il risultato non é chiaro, anche se Teheran assicura che erano stati trasferiti in tempo in bunker blindati.

A Gerusalemme   l’attacco deciso dal Premier Netanyahu ha subito ottenuto il sostegno dell’opposizione: da Yair Lapid ad Avigdor Lieberman, passando per Gadi Eisenkot e anche il leader dei Democratici Yair Golan, hanno espresso unanime sostegno alle forze armate “Uniti si vince” é il messaggio che si é sentito da più parti.

Negli Stati Uniti la decisione di Trump senza prima consultare compiutamente  il Congresso ha invece suscitato polemiche, anche se in attesa dell’esito secondo giorno di attacchi, gli scenari internazionali che si prospettano sono abbastanza positivi e rassicuranti.Successo strategico da stabilizzare sul piano geo politico: primo bilancio dell'attacco all'Iran

Impelagata nella guerra in Ucraina, dopo aver perso un alleato prezioso come Nicolas Maduro, la Russia di Putin assiste impotente anche alla demolizione del regime amico e alleato di Teheran, fornitore di missili e droni.

La Cina da parte sua, preoccupata più dal venir meno dell’indispensabile approvvigionamento del petrolio iraniano che dalla sorte degli ayatollah, si é limitata ad invocare lo stop immediato agli attacchi, ma anche alle rappresaglie di Teheran.

Timida e flebile la posizione dell’Unione Europea: in una nota congiunta, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, hanno parlato di “sviluppi estremamente preoccupanti”, riaffermando “il fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità”. Come dire fate in fretta e rimettere tutto in ordine.Ayatollah nel mirino: piani e obiettivi dell’attacco Usa Israele all’Iran

L’analisi bellica delle prime 24 ore di attacchi evidenzia come la tattica iraniana sia sempre quella della saturazione, già messa in atto nei precedenti scontri con Israele: il lancio simultaneo di decine e decine di missili per confondere ed ingolfare le sofisticate difese elettroniche e far in modo che parte dei missili lanciati raggiungano gli obiettivi.

Le contromisure statunitensi e israeliane consistono in risposte multi-livello che combinano varie fasi di difese missilistiche, tecnologia avanzata, ovvero sistemi d’arma a basso costo ad energia diretta, Laser e Microonde e , come si é  visto in questa occasione,  attacchi preventivi mirati per distruggere le capacità di lancio.

Un’altra particolarità dell’attacco combinato Usa Israele é l’impiego di missili Tomahawk, lanciati da cacciatorpediniere e sottomarini. Per alcuni tipi di missili, inseriti in caricatori pronti a lancio, le unità navali – in particolare i cacciatorpediniere – devono tornare in porto per ricaricare le batterie di missili che  non possono essere ricaricate in mare.  E questo comporta un avvicendamento delle unità.Ayatollah nel mirino: piani e obiettivi dell’attacco Usa Israele all’Iran

Un ulteriore aspetto tecnico economico riguarda il costo di ogni missile. “Siamo passati dal lanciare missili da 2 milioni di dollari contro droni da 100.000 dollari, al recente lancio di razzi modificati risalenti all’epoca del Vietnam da 25.000 dollari contro questi droni”, affermano gli esperti.

Allarmano intanto i proclami lanciati da uno dei generali dei Guardiani della Rivoluzione, Ebrahim Jabbari, che ha fatto riferimento a non meglio specificate “armi mai viste prima”.

Al netto della propaganda e delle vuote minacce, il timore peggiore riguarda le possibili armi batteriologiche o le cosiddette bombe sporche, ordigni che combinano esplosivo convenzionale ed elementi radioattivi, in grado di contaminare un’area.

Minacce che l’intelligence israeliana e americana contano di scongiurare con le rivolte popolari che, dopo l’ulteriore indebolimento del regime e la caccia ai vertici, da lunedì dovrebbero riesplodere in tutto l’Iran prendendo i pasdaran fra due fuochi.Ayatollah nel mirino: piani e obiettivi dell’attacco Usa Israele all’Iran

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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