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Khamenei: la morte liberatoria dell’ayatollah maledetto dagli iraniani

Khamenei é morto e a Teheran la gente festeggia, applaudendo alle finestre e per strada.  Applausi, lacrime di gioia e di liberazione per la morte del dittatore sanguinario che ha ordinato di sparare contro gli studenti e i manifestanti che protestavano contro il regime. Un eccidio tuttora in corso e che ha provocato finora oltre 32 mila vittime.

Khamenei: la morte liberatoria dell’ayatollah maledetto dagli iraniani
Il palazzo di Khamenei centrato dai bombardamenti israeliani

Alì Khamenei, 86 anni, ghigno malvagio e una lunga carriera di massacratore del popolo iraniano, é stato prima Presidente e poi la seconda Guida suprema della Repubblica Islamica, dopo l’ayatollah Ruhollah Khomeyni, padre fondatore della rivoluzione islamica iraniana.

Una morte cruenta provocata dal bombardamento israeliano a sorpresa del palazzo presidenziale nel centro di Teheran.

Lascia una tristissima eredità di morte e distruzione ed un paese ridotto ai minimi termini alla generazione sopravvissuta alle stragi da lui ordinate e che guiderà l’Iran dei prossimi decenni.

Khamenei: la morte liberatoria dell’ayatollah maledetto dagli iraniani
Alì Khamenei

La sua fine, la fine violenta di tutti i dittatori, segna l’inizio di una pagina nuova per un Paese ricco di storia e risorse.

Gli applausi e i festeggiamenti per la sua uccisione rappresentano il ricordo struggente di quelle moltissime ragazze e dei moltissimi ragazzi, degli studenti  e dei cittadini dell’Iran uccisi, torturati, imprigionato in questi anni. Orrori agghiaccianti che non potranno farlo riposare in pace.Khamenei: la morte liberatoria dell’ayatollah maledetto dagli iraniani

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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