Che resterà del regime degli ayatollah decapitato e continuamente decimato? Nonostante il rabbioso lancio di missili verso Israele e le basi americane negli stati del golfo, in una Teheran da un lato sotto choc e dall’altro esultante per l’uccisione della Guida Suprema Alì Kamanei, e nella Washington che attende con preoccupazione l’impennata del prezzo del petrolio, ci si interroga su come evolverà la situazione.
Invisibili, nascosti nei bunker, dopo aver spadroneggiato per mesi in tutte le città massacrando i manifestanti, i pasdaran non riescono a contrastare i continui raid dell’aviazione Usa e israeliana ed i lanci di missili di precisione da parte delle unità della marina americana e dell’Idf che stanno martellando le basi missilistiche e le rampe mobili che tentano di disperdersi nel territorio, i centri radar e soprattutto i bunker sotterranei dell’arricchimento dell’uranio.
Parallelamente alla sistematica distruzione dell’apparato militare, Israele e Stati Uniti proseguono la caccia ai vertici del regime e dei Guardiani della rivoluzione. Dopo l’uccisione del Ministro della difesa Generale Aziz Nasirzadeh e del Capo di stato maggiore Generale Abdol Rahim Mousavi sono stati eliminati il nuovo comandante supremo dei pasdaran, Generale Mohammad Pakpour, ed il Consigliere per la sicurezza Ali Shamkhani.
Da un bunker all’altro, braccati dai bombardamenti, saranno il segretario del consiglio supremo Ali Larijani, il Presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei ed un altro alto magistrato, a gestire la transizione per la successione a Khamenei che sarà scelto dagli 88 massimi esponenti religiosi dell’Assemblea degli Esperti.
Mentre tutto attorno al regime sta crollando, oltre allo stesso Ali Larijani, secondo la Cnn vi sarebbero 5 possibili candidati al ruolo di Guida Suprema, se mai riuscirà ad insediarsi: Mojtaba Khamenei , 56 anni: secondo figlio della defunto ayatollah; Hassan Khomeini, poco più di 50 anni, nipote del fondatore della Repubblica islamica; Alireza Arafi, 67 anni, un religioso braccio destro di Khamenei; l’ultra conservatore Mohammad Mehdi Mirbagheri, di 60 anni; ed il religioso Hashem Hosseini Bushehri.

L’eventuale scelta dovrebbe nell’ambito dei 40 giorni di lutto, seguiti da 7 giorni di festa, proclamati per la morte di Khamenei. Un tempo sospeso fra il paese dei terribili 50 anni di regime islamico ed il nuovo Iran senza ayatollah e pasdaran che si intravede e che si spera possa risorgere dalle macerie.




