I missili ucraini hanno rovinato il Natale a Putin. Negli ultimi mesi Kyiv ha moltiplicato la produzione e il lancio di missili, tornando quasi agli standard dell’era sovietica, quando l’Ucraina era leader mondiale nell’innovazione spaziale e missilistica.
Prima di essere bombardato dai russi lo storico impianto Pivdenmash di Dnipro, che aveva prodotto quattro generazioni di missili strategici, é riuscito a testare un moderno missile balistico tattico.
E sono già pronti per il lancio una una mezza dozzina di altri nuovi modelli di missili e crossover, droni-missili che uniscono la potenza di fuoco e la velocità missilistica con la manovrabilità dei droni.

Il più economico ed efficace é il Trembita, dal nome del corno alpino ucraino, in grado di raggiungere una velocità di 400 km/h con una gittata di 200 km. Ma già é in fase di sviluppo un modello più grande e potente del Trembita che sarà in grado di raggiungere Mosca.
I costi di produzione oscillano fra i 3 e i 15 mila dollari per esemplare. Nulla in confronto ai milioni di dollari degli ATACMS americani e Storm Shadow inglesi o Scalps francesi con raggi d’azione di oltre 300 km.
Rispetto ai droni molto più lenti e facilmente individuabili, i missili ucraini e occidentali stanno facendo la differenza, arginando l’offensiva delle truppe di Mosca.
La produzione ucraina, dissimulata in bunker sotterranei e la realizzazione di componenti suddivisa in migliaia di siti sparsi per il paese, sarà in grado di produrne 3.000 esemplari entro la fine del 2025.
A loro si aggiungono altri progetti in fase di realizzazione, come quello del Neptune, un missile da crociera a lungo raggio che ricalca quello antinave che ha affondato l’ammiraglia della flotta russa , la Moskva , nel 2022, e l’Hrim-2, noto anche come Sapsan, un missile balistico tattico. “Il 2025 sarà l’anno del missile da crociera ucraino” ha dichiarato a The Economist il vice primo ministro di Kyiv, Mykhailo Fedorov.
Notevole anche l’apporto dei privati. Il governo sostiene la produzione artigianale di qualsiasi missile che abbia dimostrato di poter volare, offrendo ai produttori privati lo stesso margine di profitto massimo del 25% riconosciuto ai produttori di droni. E molte aziende e produttori privati stanno creando partnership in paesi che sono disposti a condividere competenze, attrezzature e rischi, come Danimarca e Gran Bretagna.
“Il modello é il Trembita, un hobo, un missile vagabondo. Ma molti hobo possono causare moltissimi danni” dichiara al settimanale inglese Serhiy Biryukov, che guida la squadra di ingegneri che ha realizzato il missile economico ucraino.
I primi effetti dell’intensificazione del lancio di missili di fabbricazione ucraina si sono avuti nella regione di Kursk dove i contrattacchi delle forze di Kyiv hanno fatto strage dei reparti di truppe nord coreane mandate all’assalto per tentare di recuperare terreno nella vasta area di territorio russo invaso dagli ucraini. Secondo farie fonti, in poche settimane i nord coreani hanno perso oltre mille soldati.
I satelliti occidentali hanno seguito le truppe nordcoreane dall’arrivo al fronte all’immediato schieramento in prima linea. Quindi “Non sorprende che i soldati nordcoreani stiano subendo perdite sul campo di battaglia” ha commentato al New York Times John F. Kirby, portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca.
Secondo l’intelligence Usa i plotoni nordcoreani non sembrano essere pienamente integrati nelle forze di combattimento russe e talvolta sembrano operare in modo indipendente, col conseguente aumento delle perdite.
Allo stesso tempo le rilevazioni satellitari evidenziano come le truppe nordcoreane ricevano cure mediche migliori rispetto ai commilitoni russi, perché i feriti vengono spesso trasportati direttamente negli ospedali più grandi della città di Kursk, bypassando gli ospedali di villaggio più piccoli e di qualità inferiore, più vicini al campo di battaglia.
Enormi le perdite, per russi e ucraini, nel bilancio del terzo Natale di conflitto. I progressi sul campo di battaglia sono costati perdite esponenziali ai russi.
Anche se approssimativo, secondo le stime americane, il numero delle vittime é impressionante: sarebbero circa 600.000 i soldati russi uccisi o feriti in 34 mesi di guerra.
Terribile anche il bilancio delle vittime ucraine, con Kyiv in difficoltà per ricostituire i ranghi anche dopo avere abbassato l’età di leva e aver avviato una ulteriore mobilitazione.
Ma nonostante il prossimo insediamento alla casa Bianca di Trump, il tempo gioca ancora a favore dell’Ucraina, perché il nuovo Presidente intende imporre un immediato cessate il fuoco e per Putin la finestra per conquistare più territorio si é invece già chiusa.
Al netto della propaganda il Cremlino non potrà fare a meno di dover giustificare agli occhi dei suoi stessi apparati, come e perché dopo tante perdite di uomini e mezzi, alla fine la superpotenza russa sia stata stoppata sulle posizioni iniziali dalla indomita Ucraina. Uno stop che avrà le conseguenze di una sconfitta.


