HomePer chi ama gli animaliIl grande tema della bioetica che abbraccia gli animali domestici

Il grande tema della bioetica che abbraccia gli animali domestici

by Luisa Borgia

L’estate, si sa, é tempo di notizie originali, ma che difficilmente passano la protezione solare e non hanno risonanza mediatica.

È il caso della bioetica che abbraccia e non esclude gli animali, come evidenzia la proposta di legge recentemente presentata dal deputato Avs Devis Dori che prevede una modifica della Legge sui congedi parentali e la concessione di tre giorni di permesso retribuito in caso di morte di un animale di affezione e 8 ore all’anno per le loro malattie. Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

Motivazione ?  “per non costringere un lavoratore a svolgere compiti delicati o pericolosi mentre vive il lutto per il proprio animale, o lasciato in condizioni critiche, il che può rappresentare un rischio per la sicurezza sul lavoro”.

Si riconosce, quindi, il diritto a elaborare il dolore e prendersi cura di un affetto importante, al pari di un familiare, senza dover ricorrere a permessi o ferie non retribuiti.

La pdl riguarda solo cani e gatti, non tanto perché pappagalli, criceti e pesci rossi non possano creare un legame affettivo, ma perché i microchip e l’iscrizione obbligatoria all’anagrafe degli animali da compagnia consentono una verifica oggettiva del rapporto di proprietà e convivenza.

La proposta legislativa ricalca analoghi provvedimenti all’esame parlamentare in Colombia («Licencia por luto animal » con 2 giorni di licenza retribuita) e in Cile («Legge Duque» con 1 giorno di permesso lavorativo/scolastico).Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

Il maggior numero di giorni di permesso, collocherebbero l’Italia al livello più avanzato di tutela per i proprietari di animali d’affezione. Secondo l’indagine Ipsos 2024 il 56% delle famiglie italiane possiede un cane o un gatto.

Gli animali, oggi, sono molto più che una compagnia: sono punti di riferimento affettivi e terapeutici. Le leggi proposte sono il segno di un cambiamento culturale profondo.

È questo il nodo bioetico della questione: stiamo assistendo a un’espansione dei diritti fondamentali e del concetto di dignità, non più rivolti esclusivamente all’essere umano, ma ad altre specie viventi.Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

Questa “virata” culturale si concretizza in attività che attraversano la società in maniera trasversale.

Per i più abbienti che non riescono a superare il distacco dai loro amati amici di una vita a quattro zampe, é possibile riprodurne una copia attraverso la clonazione, con un listino prezzi che varia dai 50mila euro per cani e gatti ai 75mila per i cavalli, che se di razza possono però fare lievitare i costi ad un milione di euro.

Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici
Barbra Streisand

Hanno fatto epoca il ricorso alla clonazione dei propri animali domestici delle celebrità e della jet society, come l’attrice Barbra Streisand e il manager della band degli One Direction  Simon Cowell.

Tuttavia, dietro questo businness a sei e più zeri,  si celano spietate tecniche di riproduzione,  moltissimi rischi di malformazioni, incertezze sui tempi di sopravvivenza e sulla qualità della vita dei bau & miao o dei cavalli clonati, che pongono molteplici dubbi etici.

Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici
Simon Cowell

Ancora più stratosferico dell’illusione dell’eternità é il businnes mondiale delle onoranze funebri per animali domestici, che include svariate forme di servizi di sepoltura e cremazione, ed in progress anche la possibilità di tumulazione congiunta animale domestico padrone. Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

In numerose città stanno sorgendo i cimiteri per animali d’affezione con annesse onoranze funebri “pet”. Per sbirciare nell’aldilà degli amici a quattro zampe basterà navigare nel web e si aprirà un mondo inaspettato, con servizi h24 comprendenti: disbrigo delle pratiche burocratiche/logistiche, cancellazione dall’anagrafe regionale, prelievo della salma, trasporto fino al cimitero, preparazione della salma nella “sala del commiato”, sepoltura nel solo sudario o in  bara di legno non trattato o cremazione ed infine video della sepoltura in caso di impedimento alla partecipazione da parte del proprietario (!).

Servizi accessori: calco della zampetta, a corredo dell’urna cineraria, affissione di manifesti funebri simili a quelli degli umani nel luogo dove viveva l’animale (manifesti contenenti una frase, la foto e il nome dei “familiari”).Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

Da recente, inoltre, il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato la legge che consente la tumulazione delle ceneri degli animali di affezione nei loculi dei proprietari.

Al di là delle considerazioni sociologiche,  resta l’esigenza di una riflessione bioetica sul cambiamento culturale in atto, più consapevole circa  l’attribuzione di un nuovo “status” agli animali domestici, non più solo esseri senzienti, ma nuovi portatori di diritti come una sorta di componenti, a tutti gli effetti, della famiglia.

Ciò sulla falsariga con la teoria filosofica, che personalmente non condivido affatto, di Peter Singer, il fautore della totale estensione dei diritti fondamentali agli animali, in un’ottica di antispecismo”, ossia il rifiuto di qualsiasi differenza gerarchica tra specie viventi, poiché profondamente discriminatoria.

Non più dunque una supremazia della specie umana rispetto ad ogni altra forma vivente in virtù della maggiore complessità neuronale e cognitiva (la storia della filosofia, a partire da Aristotele e dal suo uomo “animale razionale”, ha argomentato approfonditamente su tale aspetto), ma un livellamento tra ogni specie vivente che conduce, inevitabilmente, ad una svolta antropologica.Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

Per chiarezza: la preminenza umana non é sinonimo di crudeltà o di gestione irresponsabile delle altre specie viventi, al contrario: dalla superiore capacità cognitiva consegue una precisa responsabilità e tutela, ormai rigidamente normate.

Anche se le sue teorie sono ben altro dall’ essere oro colato, per Singer inoltre, l’uguaglianza tra esseri di diverse specie non é automatica, ma avviene esclusivamente sulla base della capacità di provare sofferenza.

Come non ripensare , a questo proposito, al motto orwelliano all’ingresso della fattoria degli animali: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”?.

In conclusione, la lettura bioetica delle recenti tendenze e leggi in tema di convivenza e di distacco con gli animali d’affezione, può aiutare ad andare oltre l’immediata connessione emotiva che ciascuno di noi prova nei loro confronti, per cogliere significati culturali e antropologici più celati, nonché per non lasciarsi intrappolare nelle ricadute commerciali di un nuovo, florido mercato, malamente dissimulate.Il grande tema della bioetica che abbraccia agli animali domestici

 

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Luisa Borgia
Luisa Borgia
Docente di Bioetica all’Università Politecnica delle Marche. Già componente del Comitato Nazionale di Bioetica é attualmente membro dell’ Ufficio di Presidenza del Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa e Presidente del Comitato Sammarinese di Bioetica.
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