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Lo scontro fra toghe e Governo precipita nel buco nero del caso Almasri

L’elezione da parte del Parlamento in seduta comune del nuovo componente del Csm Daniele Porena, professore ordinario di Diritto costituzionale a Perugia, già dirigente giovanile di Alleanza nazionale e poi di Fratelli d’Italia, in sostituzione della dimissionaria Rosanna Natoli, indicata sempre da Fratelli d’Italia, non riesce a far recuperare la pesante giornata negativa per la maggioranza di governo, nel muro contro muro che la contrappone alla magistratura.

Lo scontro fra toghe e Governo precipita nel buco nero del caso Almasri
Daniele Porena

L’archiviazione da parte del Tribunale dei Ministri della posizione della Premier Giorgia Meloni nell’ambito dell’ inchiesta Almasri, il generale libico arrestato in Italia il 19 gennaio perché ricercato dalla Corte penale internazionale per torture e stupri, ma liberato due giorni dopo e riportato in patria,  evidenzia che per la stessa vicenda sono invece ancora indagati il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il quale oltre che per favoreggiamento é accusato anche di omissione di atti d’ufficio, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ed il sottosegretario Alfredo Mantovano. Nei confronti dei quali il Tribunale dei Ministri ha in effetti chiesto  al Parlamento l’autorizzazione a procedere. “Differenza assurda”, ha sostenuto la Premier, che ha rivendicato la diretta responsabilità nelle decisioni adottate.

Lo scontro fra toghe e Governo precipita nel buco nero del caso Almasri
Carlo Nordio  Giorgia Meloni  Matteo Piantedosi  Alfredo Mantovano

In controluce l’intera vicenda fa risaltare i numerosi, gravi, svarioni dell’esecutivo. Dalle iniziali dichiarazioni polemiche nei confronti del Procuratore della Repubblica di Roma Franco Lo Voi, testualmente definito dalla Premier “quello del fallimentare processo contro Matteo Salvini”, perché assolto in primo grado a Palermo per il ritardato approdo di numerosi migranti,  processo tutt’altro che fallimentare perché é stato appellato direttamente in Cassazione, alla stessa archiviazione disposta dal Tribunale dei Ministri che ha accertato l’estraneità della Presidente del Consiglio alla dir poco pasticciata gestione del caso Almasri.

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Giorgia Meloni                                                                        Franco Lo Voi

A fare chiarezza e a mettere all’angolo la maggioranza é stato il Presidente dell’Anm Cesare Parodi che intervistato a Radio Anch’io, su Radio 1, ha spiegato come l’inchiesta  “non sia stata avviata per iniziativa della magistratura ma da un privato cittadino, l’avvocato ed ex parlamentare Luigi Li Gotti, che ha presentato una denuncia alla Procura di Roma e a quel punto – ha spiegato Parodi – il Procuratore della Repubblica di Roma ha dovuto fare una valutazione”.

Bisogna partire da questo – ha insistito il Presidente dell’Anm “perché é molto importante, dato che molti hanno detto che questa denuncia era molto sintetica, anche se conteneva delle specifiche ipotesi di reato, e quindi si poteva decidere se mandarla avanti oppure iscriverla sul registro dei fatti non costituenti reati”.

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Cesare Parodi

Molti – aggiunge Parodi – “hanno criticato il Procuratore perché non ha fatto questa scelta. Io dico solo questo a posteriori, visto poi che il Tribunale dei Ministri ha fatto una lunga istruttoria ed é arrivato a delle conclusioni, allora io dico che evidentemente il Procuratore di Roma Lo Voi ha fatto una valutazione che non era infondata “.

“In sede di autorizzazione a procedere – spiega inoltre Parodi – il Parlamento può applicare una scriminante, ovvero é una situazione a fronte della quale se c’è stato un reato si dice che il soggetto che l’ha commesso non é punibile. Il Parlamento può dire che chi ha commesso questo reato non é punibile perché l’ha fatto per motivi politici”.

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Cesare Parodi Carlo Nordio

 “Dopodiché – continua il Presidente dell’Associazione Magistrati – non é che la vicenda sia finita” perché, spiega Parodi,  un “eventuale processo dove vengano accertati magari in via definitiva certi fatti ha evidentemente un ricaduta politica, neanche tanto indirettamente, sulle persone coinvolte”.

E’ la frase testuale che riportata da vari organi di stampa viene tuttavia riferita al Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia Giusy Bartolozzi, in realtà mai citata dal Presidente dell’Anm nell’intervista radiofonica.

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Giusy Bartolozzi Carlo Nordio

Una sovrapposizione che scatena una bufera politica con raffiche di dichiarazioni da parte di tutti gli esponenti della maggioranza ed in particolare il Ministro Nordio, che si dice “ sconcertato dalle parole di un presidente Anm. Non so come si permetta di citare la mia capo di gabinetto, il cui nome per quanto almeno mi risulta, non è citato negli atti. In caso contrario dovrei desumere che Parodi è a conoscenza di notizie riservate. Quanto all’aspetto politico, considero queste affermazioni, fatte da un autorevole rappresentante Anm, una impropria ed inaccettabile invasione di prerogative istituzionali”.

La giornata nera, é il caso di dire, della maggioranza di governo si avvia alla conclusione, o ad un ennesimo colpo di scena, con il macigno della dichiarazione più significativa ed efficace di tutta l’opposizione, quella di Matteo Renzi: ” Sulla vicenda Almasri non mi interessa il profilo giudiziario, mi basta quello politico. Il Governo ha mentito, Meloni ha mentito, Nordio ha mentito”.

Nel paese della bugia, la verità é una malattia, diceva Gianni Rodari. Una malattia inguaribile se si dovesse accertare che si tratta di bugie di Stato.

 

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Usāma al-Maṣrī

 

 

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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