Mentre finge di trattare il regime degli ayatollah continua a massacrare manifestanti ed oppositori, ma soprattutto prosegue in segreto il programma nucleare per realizzare l’atomica. Le convergenti conclusioni dell’intelligence, avrebbero spinto la Casa Bianca e i vertici militari degli Stati Uniti ad un ulteriore step ed a programmare un intervento su larga scala in Iran.

Oltre all’invio nelle acque del Medio Oriente di una seconda super portaerei, la Gerald Ford, la conferma viene dalla pianificazione da parte dell’esercito Usa di scenari che prevedono operazioni prolungate, della durata di settimane in Iran.
Il Pentagono non ha voluto rilasciare commenti, mentre la vice portavoce della Casa Bianca Anna Kelly si è limitata a dichiarare: “Sull’Iran il Presidente Trump ha tutte le opzioni sul tavolo ed ascolta diverse prospettive su ogni questione, ma prende la decisione finale in base a ciò che é meglio per il nostro Paese e la sicurezza nazionale”.
Mentre l’operazione “Midnight Hammer”, il bombardamento dei siti nucleari sotterranei iraniani di giugno, é stata essenzialmente un attacco isolato, con bombardieri stealth decollati dagli Stati Uniti, la pianificazione in corso questa volta é molto più complessa, hanno precisato le fonti del Dipartimento della difesa, recentemente ribattezzato della guerra.
In una campagna prolungata, l’esercito statunitense potrebbe colpire le strutture statali e di sicurezza iraniane, non soltanto le infrastrutture nucleari. Gli esperti hanno affermato che i rischi per le forze statunitensi sarebbero molto maggiori in un’operazione del genere contro l’ Iran, che vanta un notevole arsenale di missili.
Ai raid si accompagnerebbero probabilmente anche, con la copertura esterna israeliana, interventi di cyber war, con attacchi informatici strategici per destabilizzare infrastrutture, sistemi governativi e l’intelligence del regime islamico.
Gli attacchi di rappresaglia iraniani aumentano anche il rischio di un conflitto regionale, ma l’obiettivo dell’attacco Usa sarebbe questa volta quello di rovesciare il governo degli ayatollah.
Obiettivo non facile da raggiungere senza il concorso popolare e delle forze armate iraniane non schierate con il regime ed in forte contrasto con i Guardiani della Rivoluzione islamica, una sorta di mutazione genetica molto peggiore delle SS naziste, al servizio del regime e considerati a livello internazionale un’organizzazione terroristica.


