Iniziato il conto alla rovescia per la ripresa degli attacchi all’Iran da parte di Stati Uniti ed Israele. Mentre rimbalzava Washington il macabro boom delle 2.159 impiccagioni di dissidenti e manifestanti che hanno preso parte alle proteste contro gli ayatollah, il Presidente Donald Trump ha rivolto un nuovo minaccioso avvertimento a Teheran scrivendo testualmente sui social: ”Il tempo sta scadendo, ed é meglio che la repubblica islamica si muova, in fretta oppure di loro non resterà più nulla. IL TEMPO STRINGE!”.
Alcune delle migliaia di vittime delle esecuzioni del regime iraniamo
L’ennesima escalation verbale di Trump é stata preceduta nel week end da una telefonata col Premier israeliano Netanyahu e da una riunione in Virginia, fra una partita di golf e l’altra, con i membri di spicco della sicurezza nazionale. Vertice al quale hanno partecipato il vice Presidente Vance, il segretario di Stato, Marco Rubio, il direttore della Cia, John Ratcliff e l’inviato speciale Steve Witkoff.
Oggi alla Casa Bianca é prevista un’altra riunione nella Situation Room con l’intero team per la sicurezza nazionale per discutere le opzioni militari.
Con un continuo ponte aereo sono stati intanto trasferiti in Medio Oriente missili e armamenti prelevati dalle basi americane in Germania.
I piani di intervento riguardano in particolare lo Stretto di Hormuz. Secondo la Cnn, tra i possibili obiettivi presi in considerazione dal Pentagono figurano installazioni energetiche iraniane e snodi essenziali delle infrastrutture.
Secondo gli esperti di strategie politico militari, a meno di una improbabile svolta negoziale da parte del regime islamico, la seconda fase di bombardamenti dell’Iran potrebbe scattare mercoledì 20 maggio, dopo la conclusione dei colloqui a Pechino fra il Presidente russo Putin e quello cinese Xi Jinping.
I contraccolpi economici per la chiusura dello stretto di Hormuz e le crescenti difficoltà dell’economia globale, spingono Trump ad intervenire per raggiungere quanto prima gli obiettivi della guerra scatenata contro l’Iran: il completo annientamento del programma nucleare per impedire definitivamente a Teheran di dotarsi dell’atomica. In relazione alla politica interna, preoccupano infatti non poco la Casa Bianca i risultati del sondaggio dell’emittente televisiva “Cbs News” che ha rilevato come quasi la metà dei cittadini americani avverte una percezione negativa delle proprie finanze. In particolare il 57 per cento degli intervistati ritiene che il peggioramento della propria situazione economica sia imputabile alle scelte politiche del Presidente Donald Trump .
Per bypassare Hormuz si é scatenata alla corsa ai trasporti su strada delle merci. Tutte le principali compagnie di navigazione, tra cui Msc, Maersk, CMA-CGM e Hapag-Lloyd, hanno attivato trasporti alternativi con autocarri dai porti del Mar Rosso e del Golfo dell’Oman, tra cui Yanbu e King Abdullah in Arabia Saudita e Fujairah negli Emirati Arabi Uniti, verso scali marittimi come Dammam in Arabia Saudita, Bassora in Iraq e Jebel Ali negli Emirati Arabi Uniti, il più grande hub della regione.
Sia l’Arabia Saudita che l’Iraq hanno aperto le loro frontiere ai camion provenienti dall’Iraq, dalla Giordania e dalla Turchia.
Tuttavia, come ha analizzato il Financial Times, i camion possono sostituire solo una frazione della capacità fornita dalle grandi navi portacontainer e da carico. La priorità dei trasporti riguarda i beni essenziali come cibo e forniture mediche.
La capacità dei porti attualmente utilizzati come depositi é però limitata e per smaltire l’arretrato occorreranno mesi. I mercati non si rassegnano però alla guerra e cercano ulteriori sbocchi alternativi.