Trump in versione insulti, deliri e guerra al vertice Nato di Ankara. Dopo avere criticato gli alleati, fra una portata e l’altra della cena ufficiale con i leader dell’Alleanza Atlantica, il tycoon ha ordinato di bombardare l’Iran.
Un attacco massiccio ed esteso, completato nella notte e che ha riguardato oltre 80 obiettivi, come risposta immediata all’ultima offensiva iraniana contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Il Centcom, il Comando delle Forze armate Usa ha specificato che sono state distrutti sistemi di difesa aerea, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le postazioni missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche lungo le coste iraniane dello stretto di Hormuz. Washington ha inoltre ripristinato le sanzioni che bloccano la vendita del petrolio iraniano.
Rendering della Cena Nato ad Ankara
I bombardamenti americani hanno ulteriormente esacerbato, ai funerali di popolo dell’ayatollah Alì Khamenei iniziati sabato a Teheran, le grida d’odio e le invocazioni di morte nei confronti di Trump. Prima della sepoltura a Mashhad, città natale di Khamenei nel nord-est dell’Iran, il feretro della Guida Suprema, morta nel bombardamento che ha dato inizio il 28 febbraio al conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti contro il regime iraniano, oggi farà tappa in Iraq per le processioni nelle città di Najaf e Karbala, sede dei santuari più sacri dell’Islam sciita.
Mohammad Bagher Ghalibaf
Immediata la replica del Presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, e capo dei negoziatori con gli Stati Uniti, che ha preannunciato una rappresaglia con missili e droni presumibilmente contro le basi Usa nei paesi del Golfo, in Barhein e Kuwait, ed ha esclamato : “Noi non ci arrendiamo”.