HomeRisvoltiRai politica giornalismo e lo stesso conduttore: tutti perdenti nel caso Ranucci

Rai politica giornalismo e lo stesso conduttore: tutti perdenti nel caso Ranucci

Intriso di nonsense e con l’amaro retrogusto dell’epica barbarica dei Nibelunghi, fra strepiti e proclami, il caso Ranucci é l’affresco caravaggesco del naufragio di tutti i protagonisti della bolgia scatenata dal defenestramento del conduttore di Report.

Dalla Rai, alla politica, al giornalismo, allo stesso Sigfrido Ranucci, ne escono tutti sconfitti, perduti e perdenti.

Rai politica giornalismo e lo stesso conduttore: tutti perdenti nel caso Ranucci
Sigfrido Ranucci

Liquidato con un glaciale comunicato stampa, alle cinque della sera di un incandescente fine settimana d’agosto, l’autoproclamatosi deus ex machina della trasmissione d’inchiesta più temuta, vituperata, denunciata, querelata ma sempre assolta della Rai, ha reagito balzando sulle barricate, non più compatte, adoranti e acritiche come una volta, e fra le tante invettive contro i vertici aziendali si è scagliato a dir poco indecorosamente contro i due giornalisti designati a succedergli, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti.

“Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico” ha dichiarato testualmente Ranucci, prima che qualcuno gli facesse notare che ciascuno dimostra quello che é dagli amici che frequenta.

A cominciare dal pregiudicato Valter Lavitola, di professione organizzatore di intrighi e ricatti per conto terzi e ultimamente in formato artigianale.

Rai politica giornalismo e lo stesso conduttore: tutti perdenti nel caso Ranucci
Ranucci e Lavitola

A chi ai piani alti della Rai ostenta sotto la barba sornioni sorrisi vittoriosi, bisognerebbe ricordare l’analisi che per analoghe situazioni fece Jean Paul Sartre: “Una volta che ascolti i dettagli della vittoria, é difficile distinguerla dalla sconfitta.”

Si, perché l’estromissione di Ranucci ha scatenato una tempesta di critiche e di accuse che non riguardano solo Report, ma investono la moltiplicazione di nomine e promozioni senza qualità ed esclusivamente “monocolore”, il clamoroso sorpasso degli ascolti da parte di Mediaset, l’insostenibile insuccesso di molti programmi affidati a pupille e pupilli della politica, per finire con l’addebito più grave, che sta spopolando sui media  internazionali stanchi dei deliri di Trump: quello di avere applicato alla Rai il modello Goebbels, riducendola a megafono propagandistico del governo ancor di più dell’era Berlusconi.

Un bagno di sangue mediatico, che non risparmia neanche i partiti d’opposizione, direttori ed ex direttori di quotidiani, editorialisti e sedicenti inviati, accusati di avere spalleggiato e spesso accompagnato Ranucci nelle sue frequentazioni di fonti rivelatesi fogne.

Frequentazioni lavitoliane che l’ormai ex conduttore di Report difende a spada tratta, fino ad affermare: ” sarei andato a cena anche con Riina”.

Impossibile, per quanto spietato criminale e stragista, il capo dei capi di cosa nostra era molto più astuto e perfido di Lavitola e i giornalisti, quelli veri come Mario Francese e Pippo Fava, non li frequentava affatto. Li uccideva.

Difficile capire chi, a bordo del Titanic aziendale scontratosi con l’iceberg Ranucci, si salverà dal naufragio. L’unico salvagente per la Rai é costituito dall’applicazione delle norme dell’ European Media Freedom Act, il  Regolamento europeo per la salvaguardia della libertà, la pluralità d’informazione e la tutela dalle interferenze esterne.

Perché in ogni caso, la dignità e le garanzie costituzionali dell’informazione, il rispetto della deontologia giornalistica, rappresentano valori infinitamente di alti dell’esito di una guerra per bande e fazioni politiche nella quale in un modo o nell’altro perdono tutti, a scapito del Paese.Rai politica giornalismo e lo stesso conduttore: tutti perdenti nel caso Ranucci

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Gianfranco D'Anna
Gianfranco D'Anna
Fondatore e Direttore di zerozeronews.it Editorialista di Italpress. Già Condirettore dei Giornali Radio Rai, Capo Redattore Esteri e inviato di guerra al Tg2, inviato antimafia per Tg1 e Rai Palermo al maxiprocesso a cosa nostra. Ha fatto parte delle redazioni di “Viaggio attorno all’uomo” di Sergio Zavoli ed “Il Fatto” di Enzo Biagi. Vincitore nel 2007 del Premio Saint Vincent di giornalismo per il programma “Pianeta Dimenticato” di Radio1.
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