HomeAgriAmbienteMirtilli made in Cina col brevetto genetico rubato alle multinazionali occidentali
Mirtilli made in Cina col brevetto genetico rubato alle multinazionali occidentali
Brevetti industriali, motori, farmaci, elettronica, design, ricerche, prototipi di tutti i generi ed ora anche produzioni agricole: non c’è ambito economico, scientifico e agroalimentare occidentale che la Cina non copi, riproduca fraudolentemente ed utilizzi per fare concorrenza a prezzi stracciati.
L’ultimo clamoroso esempio riguarda i mirtilli. Sfruttando l’espansione nello Yunnan della coltivazione di mirtilli da parte della Driscoll’s, multinazionale agroalimentare Usa, le aziende agricole di Pechino hanno rubato il segreto della loro specifica e brevettata produzione qualitativa made in Usa ed hanno avviato una gigantesca coltivazione di mirtilli cinesi invadendo il mercato internazionale.
Analoghi furti di produzioni agricole occidentali sono avvenute ai danni di aziende europee. Nonostante le prove schiaccianti, ben poco sono servite le molteplici cause legali intentate per presunta coltivazione illegale dalle multinazionali occidentali.
I cinesi si sono procurati le piante senza licenza prelevando talee da piante di frutti di bosco e riprodurle. Una filiale di Planasa, un’azienda spagnola specializzata nella genetica dei mirtilli, ha inviato degli investigatori a indagare su una società dello Yunnan che improvvisamente aveva iniziato a coltivare una varietà di mirtillo diversa, di sua proprietà e con licenza in Cina, chiamata Blue Maldiva ed ha scoperto che le talee erano state furtivamente prelevate dalla particolare pianta Eureka Sunrise da una fattoria della Driscoll.
In base alle analisi del DNA e alle ammissioni del coltivatore, il tribunale ha stabilito che la maggior parte delle piante di mirtilli presenti nel vivaio venivano coltivate illegalmente, inclusa la varietà Eureka Sunrise una varietà con bacche grandi e dolci sviluppata dall’azienda australiana Mountain Blue. Contrariamente a tutte le altre sentenze sfavorevoli, questa volta un tribunale cinese ha quindi ordinato al coltivatore locale di distruggere le piante e di pagare circa 23.000 dollari a titolo di spese e risarcimento danni.
Ma con l’aumento esponenziale della produzione di mirtilli in Cina, il mercato è crollato ed i prezzi si sono ridotti drasticamente, ma copiando e carpendo l’esperienza e la scienza altrui l’agricoltura dell’ex Celeste Impero ha guadagnato un’altra fetta di mercato globale.