Tempo scaduto per Teheran che si ostina a non trattare l’abbandono del programma per la realizzazione di bombe nucleari e la liberalizzazione dello Stretto di Hormuz.
Contro il regime islamico é pronta una ripresa in grande stile delle ostilità. Già preordinati gli attacchi con bombardamenti aerei e lanci di missili e droni che Stati Uniti e Israele effettueranno contro obiettivi strategici militari ed infrastrutture dell’Iran all’indomani delle elezioni di americane di midterm.
Hegseth e Netanyahu
Lo rivela il New York Times, secondo il quale l’anticipo dei nuovi bombardamenti è rappresentato dal sorvolo addestrativo da parte di decine di caccia israeliani della Siria e dell’Iraq, fino ai confini con l’Iran. E la conferma dello scopo dell’incontro in Israele nei giorni scorsi fra il Segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, col il Premier Benjamin Netanyahu, Incontro per mettere a punto gli ultimi dettagli del piano dei nuovi attacchi. Tra gli obiettivi ci sarebbero soprattutto gli impianti nucleari e gli arsenali di missili e droni dell’Iran. Gli esperti concordano nel ritenere che un’ennesima serie di attacchi su larga scala potrebbe determinare il collasso della già disastrata economia e costringere Teheran a concessioni diplomatiche.
Milizie houthi
Non è stato reso noto se i bombardamenti riguarderanno anche gli Houthi filo iraniani che hanno scatenato un’offensiva contro l’Arabia Saudita bombardando anche stamattina, dopo quello di Riad, l’aeroporto internazionale di Dammam, nell’Arabia Saudita orientale.
Tuttavia, in attesa del via libera definitivo di Trump l’esito delle elezioni israeliane del 27 ottobre potrebbe complicare i piani. Se Netanyahu dovesse perdere, in attesa degli sviluppi politici e nell’attesa del successore, primo ministro per gli affari correnti e potrebbe essere impossibilitato ad ordinare azioni di guerra.