Sorrisi e colpetti di gomito negli ambienti diplomatici internazionali all’annuncio di Donald Trump che la First Lady Melania é stata la mediatrice risolutiva della tregua umanitaria che scatterà all’alba del 27 ottobre ad Oleshky, devastata dalla guerra, per consentire l’arrivo di aiuti e l’evacuazione dei civili.
Melania
Annuncio seguito dal comunicato stampa diramato dall’ufficio della First Lady, nel quale si sottolinea che la situazione è “sull’orlo del disastro” e dal complice assenso del Cremlino che ha accennato al “coordimamento” di Melania, senza menzionare la telefonata ricevuta dal Vaticano.
“Altro che non prevalebunt ! Non c’è dubbio che i cappelli ed i sorrisi di Melania abbiano prevalso sugli sforzi di Papa Leone XIV che nonostante fosse reduce da un intervento chirurgico ha telefonato a Putin e Zelensky per implorare l’interruzione delle ostilità nella martoriata città ucraina” affermano ironiche le feluche di tutte le principali capitali.
I maliziosi riferimenti all’eventuale escamotage propagandistico di Trump, che interpretando le reali buone intenzioni della consorte le avrebbe attribuito un ruolo concreto nelle trattative collaterali con Putin per Oleshky, riguardano le crescenti difficoltà che il tycoon incontra nella campagna elettorale per le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Parallelamente alle previsioni sulla sconfitta dei repubblicani e la conquista da parte dei democratici della maggioranza nei due rami del Congresso, l’ultimo sondaggio della Cnn evidenzia come il consenso verso Trump tra i giovani americani sia precipitato al 21% . La rilevazione riguarda i giovani fra i 18 e i 34 anni, ma il tasso di gradimento complessivo del Presidente non supera il 32%, a pochi punti dal record negativo oscillante fra il 24 e 29% di Richard Nixon durante lo scandalo Watergate.
Richard Nixon
Un collasso di consensi che spinse il Partito repubblicano a prendere le distanze da Nixon, che poco dopo si dimise. A parte le dimissioni, é una situazione analoga a quella in cui si trova ora Trump che per le sue posizioni sempre più vicine a Putin è stato criticato aspramente dal leader della attuale maggioranza repubblicana al Senato John Thune, che in un’intervista a Nbc News ha dichiarato: “Putin é una minaccia per l’umanità. Non mi fiderei di lui neanche per un secondo”.
John Thune
Netta presa di distanza da Trump alla quale si è associata anche la candidata repubblicana al senato del Maine, Susan Collins, che si é detta in totale disaccordo con l’inviato presidenziale Witkoff, secondo il quale il presidente russo sarebbe “compassionevole”. “Definirei Putin un guerrafondaio, un delinquente. Di certo non è compassionevole” ha esclamato Susan Collins.
Ecco perché, insinuano le volpi diplomatiche, Trump ha gettato nella mischia propagandistica la First Lady Melania, sperando in un ritorno di consensi.
“Niente è più ostinato di un consenso alla moda”, sosteneva Margaret Thatcher. Servirà e, soprattutto, basterà per salvare the Donald dalla débâcle annunciata del mid term ?