Iran, attaccare o trattare ? nel caos politico della devastante sconfitta alle elezioni di midterm, l’amministrazione Trump é spaccata. Il vicepresidente Vance preme per trattare la fine del conflitto, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth e l’Ammiraglio Brad Cooper, numero uno del Comando Centrale delle forze armate degli Stati Uniti, spingono per la ripresa dei bombardamenti. Fra queste due posizioni, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Segretario al Tesoro Scott Bessent spingono invece per un inasprimento delle sanzioni e per proseguire il blocco aeronavale.
James David Vance
Pete Hegseth
Brad Cooper
I retroscena delle tensioni all’interno della Casa Bianca vengono rivelati dal Wall Street Journal che cita fonti dell’amministrazione.
Il Presidente Donald Trump oscilla fra la prosecuzione delle trattative e l’ordine d’attacco, che secondo i media potrebbe scattare il 9 novembre per sfruttare la Luna nuova e la notte completamente buia.
Qeshm
Nel frattempo si susseguono da giorni bombardamenti missilistici e aerei da parte Usa nei confronti delle istallazioni militari dei pasdaran nelle isole di Qeshm e Hengam nello strategico Stretto di Hormuz e nell’area petrolifera di Bandar Abbas. “Non voglio parlarne. Abbiamo effettuato degli attacchi minori: loro avevano costruito piccoli dispositivi contraerei e noi li abbiamo distrutti in circa 15 minuti, forse cinque”, si è schermito Trump confermando i bombardamenti cosiddetti minori.
Donald Trump
Le trattative indirette Teheran – Washington, attraverso la mediazione del Qatar, registrano progressi sulla liberalizzazione dello stretto di Hormuz, ma non riescono a superare il rifiuto iraniano di fermare il programma nucleare e consentire ispezioni nei siti atomici.
Scongiurare l’incubo dell’atomica in mano ai fondamentalisti islamici é l’obiettivo principale della mobilitazione militare americana in Medio Oriente. Come evidenzia l’offerta resa nota in queste ore di 20 milioni di dollari e della assicurazione della totale protezione a quanti forniscano informazioni sul programma nucleare iraniano, “le sue strutture, le sue attrezzature e il personale a esse associato”, ha specificato lo U.S. Central Command.