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Addio a Gianni Pettenati: ma Bandiera Gialla non sarà mai ammainata

by Pino Casale

Grande dolore, tristezza e dispiacere per la scomparsa di Gianni Pettenati, cantante che ebbe una buona popolarità negli anni ’60 ed il cui nome é legato indissolubilmente all’interpretazione di “Bandiera gialla”.Addio a Gianni Pettenati ammainata Bandiera Gialla

Questa canzone, come tante altre in quel periodo (allora era quasi la regola), era la versione italiana di un brano straniero, nella fattispecie di “The pied piper”, del britannico Crispian St. Peters; per chi se lo ricordasse, Patty Pravo ne fece anche lei una cover, cantata però in inglese.

“Bandiera gialla” non era, come molti credono, la sigla della celebre trasmissione radiofonica, (che si apriva invece sulle note di “T-bird” cantata da Rocky Roberts): il testo italiano (di Alberto Testa e Nicola Salerno) si ispirava comunque proprio a quella trasmissione, (per celebrarla direi) ed il cui ricordo è ovviamente riaffiorato oggi, riportandomi con la mente alla gioventù.

“A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma é rigorosamente riservato ai giovanissimi. Ripeto, ai giovanissimi. Tutti gli altri sono pregati di spegnere la radio o sintonizzarsi su altra stazione. Chi volesse, nonostante il nostro avviso, rimanere in ascolto, lo farà a proprio rischio e pericolo. Grazie. Sigla, prego”.

Addio a Gianni Pettenati ammainata Bandiera Gialla
Gianni Boncompagni

Con queste “minacciose” parole pronunciate dalla voce di Gianni Boncompagni, si apriva la trasmissione, che andò in onda la prima volta il 16 ottobre 1965, rappresentando l’aprirsi di un mondo completamente nuovo, un mondo attraverso il quale i giovanissimi conobbero gli artisti e i gruppi che avrebbero influenzato intere generazioni.

Ricordo bene quando il sabato pomeriggio, alle 17.40, con la radiolina a transistor, mi sistemavo sul balconcino della mia camera, e prestavo la massima attenzione a quanto veniva proposto.

Ho nominato Gianni Boncompagni, che era il presentatore, ma il “deus ex machina” del programma era Renzo Arbore, colui che sceglieva i dischi da mandare in onda: fu così che oltre ai Beatles (che già conoscevo ed amavo da tempo), potei scoprire tante altre realtà che provenivano da oltremanica o da oltreoceano: ovviamente i Rolling Stones, ma anche i Kinks, gli Who, gli Yardbirds, gli Animals solo per citare i più noti; in seguito anche l’R&B prese piede, così ebbi modo di sapere che esistevano anche Otis, Aretha, Wilson Pickett, Sam & Dave e chi più ne ha più ne metta.

Anche i primi gruppi italiani che si  stavano affacciando timidamente sull’universo rock ebbero il loro spazio: le Orme di “Senti l’estate che torna”, la Formula 3, ma soprattutto i New Trolls di “Sensazioni”;: quando li ascoltai per la prima volta ricordo che rimasi a bocca aperta, mai prima di allora avevo sentito sonorità simili da parte di una band nostrana.Addio a Gianni Pettenati ammainata Bandiera Gialla

Ma come si sviluppava la trasmissione? Era, in pratica, una gara settimanale, in cui, in ogni puntata, erano presentate dodici canzoni, pubblicate di recente o ancora inedite sul mercato italiano. A gruppi di tre alla volta il pubblico, composto tutto da ragazzi, era chiamato a votare la migliore di ciascuna terna tramite delle bandierine gialle. Le quattro canzoni rimanenti andavano in finale. Il brano vincitore assoluto veniva proclamato Disco giallo, che, in qualità di vincitore della puntata, tornava in gara il sabato successivo. All’epoca “Bandiera gialla” diventò un fenomeno di costume, i 45’ spesso riportavano la scritta “da Bandiera Gialla”, oppure “Disco giallo”, e spesso la loro pubblicazione nel nostro paese era incentivata proprio dall’essere stati trasmessi in radio.

Addio a Gianni Pettenati: ma Bandiera Gialla non sarà mai ammainata
Gianni Pettenati

Nel 1967 ispirò anche un film, uno dei cosiddetti “musicarelli”, intitolato appunto “I ragazzi di Bandiera gialla”.

La trasmissione radiofonica si protrasse fino al 1970, nel frattempo Arbore aveva incrementato la propria presenza radiofonica ideando “Per voi giovani”, di cui inizialmente fu anche presentatore.

Fu proprio nel 1970 che la coppia Arbore/Boncompagni diede inizio ad un’altra saga radiofonica, che avrebbe, anch’essa, segnato un’epoca: si trattava, ovviamente, di “Alto gradimento”.

Ma questa è un’altra storia. bassista e esperto di musica pop e rock italiana e internazionale, è stato per molti anni responsabile Musica dapprima presso la Ricordi e poi presso la Feltrinelli.

 

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Pino Casale bassista, esperto di musica pop, rock e internazionale. E’ stato per molti anni responsabile Musica dapprima presso la Ricordi e poi presso la Feltrinelli.
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