Vi sono esistenze che racchiudono il destino del proprio Paese, come quella di Ruth Bourne una decifratrice di codici segreti che assieme alle colleghe di Bletchley Park, il cuore segreto dell’intelligence britannica durante la Seconda Guerra Mondiale, ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria degli alleati sul nazismo.

Con la sua scomparsa a 99 anni, dopo una inconsapevole vita ordinaria e pur esemplare di eroina di guerra, se ne va una testimonianza diretta di una delle pagine più sconosciute della storia del Novecento.
Operatrice addetta al controllo dell’allora avveniristico grande calcolatore elettro-meccanico sviluppato dallo scienziato Alan Turing per decrittare i messaggi cifrati dei nazisti, Ruth Bourn diede un contributo fondamentale all’attività di intelligence del GCHQ, sigla dell’agenzia di sicurezza e spionaggio britannica per le comunicazioni che aveva sede a Bletchley Park, a nord di Londra.
Arruolatasi a 18 anni e selezionata per l’incarico di massima segretezza, venne addetta a far funzionare e controllare il super calcolatore messo a punto da Turing, scardinando la struttura logica di Enigma, il congegno utilizzato dai tedeschi per criptare i messaggi. L’elaboratore era in grado di individuare in pochi minuti le chiavi giornaliere del sistema di cifratura usato dall’esercito, dalla marina e dall’aviazione della Germania nazista.
Le informazioni decodificate riguardanti le rotte e le localizzazioni dei sottomarini U-Boot nell’Atlantico, gli spostamenti ed i piani d’attacco delle Panzer-Division sul fronte russo e poi in Normandia, gli obiettivi e i piani di volo degli Stukas e dei Messerschmitt della Luftwaffe, venivano immediatamente inviate agli analisti militari e ai vertici alleati.





